1 TELEMACO SIGNORINI

Pascoli a Castiglioncello, Olio su cartone, cm. 20x24

Storia: Collezione privata statunitense; Collezione privata, Montecatini Terme.

Esposizioni: Firenze, 1861, f. cat.; Montecatini, 1987, n.9, p.142, tav.4; Colonia,1990, n.176, p.393, n.173, p.493.

Bibliografia: Dini, 1986, tav.3 f.t., p.34; Dini,1987, p.98, (tav.f.t.).

Realizzato a Castiglioncello nell’agosto del 1861, fu esposto fuori catalogo alla Prima Esposizione Nazionale che si tenne a Firenze nel settembre di quello stesso anno.

Fu descritto da Yorick nella seconda edizione della sua guida critica all’Esposizione in questi termini: "… e finalmente un quadretto del signor Temistocle (sic!) Signorini, uno de’ nuovi, in cui una Contadinella che guarda le sue vacche pascolanti si fa della mano velo alla faccia contro i raggi del sole che sferza, non velato da nubi, il campicello di granturco annesso all’umile capanna. Un maligno lo ha chiamato una frittata, ripiena di vacche in gelatina!".

La ricomparsa del dipinto nel 1986 sul mercato statunitense, con la firma, ovviamente non autografa, di Segantini, chiarisce e valorizza il ruolo avuto da Signorini nella nascita della ‘Scuola di Castiglioncello’, ruolo che, in presenza delle opere del periodo ligure del fiorentino, e data l’effettiva mancanza di assiduità con questi luoghi, sembrava del tutto secondario, In realtà, proprio con questo dipinto Signorini si pone, all’interno del movimento, su posizioni avanzatissime, abbandonando la più ortodossa interpretazione della macchia, presente ancora nei dipinti di La Spezia, per un più discriminante utilizzo della luce e del disegno, definitivamente riabilitato. Del dipinto esistono un finitissimo disegno (forse lo stesso presentato all’Esposizione Dantesca del 1865) e due studi preparatori.