10 GIUSEPPE ABBATI
Bimbi a Castiglioncello, Olio su tavola di rovere, cm. ll,5x37,5, Siglato in basso a destra (le iniziali sono incise)
Storia: Cristiano Banti, Firenze; Collezione Innocenti, Firenze; Mario Borgiotti, Firenze; Daniela Poli, Milano; Collezione privata. Montecatini Terme.
Esposizioni: Montecatini Terme, 1951, n. 43; Roma, 1952, p. 24, tav. V; Roma, 1956, n. 284; Firenze, 1976,
n. 91, pp. 146, 147; Parigi, 1978/79, n. 54, tav. 54; Lugano, 1979, n. 56, tav. 56, pp. 50, 51; Milano, 1982, n. 1, p. 137; Los Angeles-Cambridge, 1986, a. 74, p. 122; Montecatini Terme-Torino, 1986, n. 32, p. 156, tav. VI.
Bibliografia: Borgiotti, 1946, tav. XXXVI1; Baldaceini, 1947, p. 50, tini. 42; Cat. Galleria Carini, 1951, n. 34; Borgiotti, 1951, n. 43; Castelfranco, 1952, p. 24, tav. V; Borgiotti, 1955, n. 34; Bucarelli-Carandente, 1956, n. 284; Lavagnino, 1956, p. 862; Lavagnino, 1961, vol. II, fig. 864, p. 993; Borgiotti, 1961, p. 30; Evoluzione del lavoro, 1962, p. 141; Borgiotti, 1964, tav. 165; Ene. Tumminelli, 1967, p. 6; Cat. Galleria Sant’Ambrogio, 1968, n. 26; Borgiotti-Nicholls, 1969, tav. 2; Durbč-Dini, 1973, n. 1; Durbč, 1976, n. 91, pp. 146, 147; Durbč, 1978/79, n. 54, tav. 54; Durhč, 1979, n. 56, tav. 56, pp. 50, 51; Bolaffi n. 8, 1979, p. 2; Matteucci, 1982, n. 5, p. 162; Durbč, 1983, tav. 61, pp. 112, 119, 231; Ann. Allemandi, 1984, p. 17; Durbč-Titonel, 1986, n. 74, p. 122; Dini, 1986, n. 32, p. 156, tav. VI; Dini, 1987, cat. 67, p. 256, tav. VIll.
Nei pressi dell’orto della Villa Martelli, alcuni bambini si trovano riuniti per i giochi all’aria aperta. La calda luminositŕ della giornata tardo-primaverile, l’accogliente campicello verde puntellato di papaveri, invitano alla spensieratezza, ma un attimo di sospensione sembra determinato dalla presenza del pittore che sul momento pare inibire piů chiassosi divertimenti. Dalla porticina del muretto che fa da quinta, lo sguardo si immerge nel vuoto retrostante, dove le fitte, sottili venature del legno e i delicati trapassi tonali misurano il suo infinito divagare. La pittura, magrissima, si fa preziosa nell’osservare i brillanti esiti del tono su tono e del verde campicello e della massa bruna dei muri della Villa, aggrediti dalla muffa, e ancora nella grigio-azzurra distesa del mare, chiuso all’orizzonte dal profilo violaceo della costa. Il garbo descrittivo e la felice tavolozza approssimano questa splendida tavola agli alti esiti della poetica borraniana, che abbiamo cronologicamente collocato alla primavera-estate del 1862.
