15 ODOARDO BORRANI

Pagliai a Castiglioncello, Olio su tavoletta in rovere applicata ad altra tavola, cm. l2,5x36, Firmato in basso a destra

Storia: Eredi Borrani, Firenze; Mario Galli, Firenze; Laureato di Gesů, Milano; Piero Dini, Montecatini Terme; Collezione privata, Milano.

Esposizioni: Torino, 1926, n. 91; Roma, 1930, n. 20, p. 69; Lugano, 1948, n. 27; New York, 1949, n. 60, tav. 60; Roma, 1952, p. 36, n. XXIII; Roma, 1956, n. 252; Firenze, 1973, n. 7; Monaco, 1975/76, n. 82, tav.82; Firenze, 1976, n. 90, p. 146; Parigi, 1978/79, n. 48, tav. 48; Lugano, 1979, n. 49, p. 49; Firenze, 1981,n. 9, pp. 110-111; Manchester-Edimburgo, 1982, n. 23, p. 60; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 86, p. 126; Montecatini-Torino, 1986, cat. 31, pp. 154-155.

Bibliografia: Somarč, 1928, vol. II, p. 103, tav. 55; Castelfranco, 1952, p. 36; De Logu, 1955, p. 84; Bucarelli, 1956, n. 252; Lavagnino, 1956, pp. 858-859; De Logu, 1958, p. 84; Bellonzi, 1960, p. 262; Biancale, 1961, p. 234; Enc. Tumminelli, 1967, p. 318; Negri-Arnoldi, 1968, p. 493, tav. 661; Bellonzi, 1969; Comanducei, 1970, p. 397; Durbč, 1973; Durbč-Matteueci, 1975, n. 82, tav. 82; Durbč, 1976, p. 146; Durbč, 1978, n. 48; Dini, 1978, p. 50; Durbč, 1978, p. 156, n. 51; Durbč, 1979, p. 49; Dini, 1981, eat. 33, p. 241, tav. IX; Durbč, 1983, fig. 57, pp. 113 e 231; Dini, 1987, pp. 62-63; Bronde, 1987, tav. 29.

Dalla parte anteriore della Villa Martelli, la veduta spazia attraverso la zona della concimaia, oltre le tamerici fino a una striscia di mare argentato, sulla quale si erge, a malapena distinguibile per effetto del tono su tono, la sagoma di un’isola, forse la Capraia, forse l’lsola d’Elba. Il crepuscolo con le sue lunghe ombre diffonde ovunque i grigi, perlacei bagliori del sole che muore e un senso di immediata quiete lentamente avvolge di sč uomini e cose.

Collocato da Somarč all’apice della ricerca luministica borraniana, insieme a Orto a Castiglioncello e a Casa e marina a Castiglioncello, e definito dall’autorevole studioso "luminoso punto d’arrivo, che non potrebbe essere piů limpido nč piů raggiante", č in realtŕ compiuta espressione della poetica della ‘Scuola’. La luce, spogliata dell’accezione polemica propria delle prime esperienze di ‘macchia’, viene calibrandosi per via di tono e di valore in una visione tersa e serena che ha definitivamente abbandonato la vivace sommarietŕ delle prime impressioni dal vero per il recupero di un sottile tessuto disegnativo.