31 GIUSEPPE ABBATI

Rovi sulla spiaggia, Olio su cartone, cm. 28,5x40

Storia: Angelo Cheloni, Firemize; Mario Galli, Firenze; Luigi Sambalino, Firenze; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma.

Esposizioni: Ronia, 1952, p. 24, tav. II; Romna, 1956, n. 267, tav.91; Parigi, 1978/79, n. 53; Lugano, 1979, n. 44, tav. 44, pp. 46,47; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 73, p. 121.

Bibliografia: Cat. Coll. Sambalino, 1917, n. 149, tav. XIII; Cecchi, 1926, p. 42, tav. 95; Cecchi, 1927, fig.I, p. 180; Somarè, 1928, vol. II, p. 119, tav. 76; Baldaccini, 1947, p. 74; Castelfranco, 1952, p. 24, tav. II; Bucarelli-Carandente, 1956, n. 267, tav. 91; Lavagnino, 1961, vol. II, fig. 865, p. 994; Durbè, 1978/79, n.53, tav. 53; Durbè, 1979, n. 44, tav. 44, pp. 46, 47; Durbè, 1983, tav. 50, pp. 102, 104, 105, 250; Bolaffi n.12, 1983, p. 89; Durbè-Titonel, 1986, n. 73, p. 121; Dini, 1987, cat. 123, p. 287, tav. XXV.

L’antica data 1864, apposta sul retro del dipinto, per quanto non autografa, deve comunque ritenersi indicativa per la cronologia di questo splendido quadro, poeticamente e tematicamente affine a Lido con bovi, per il quale, del resto, siamo giunti in virtù di altre considerazioni ad analoga datazione.  Un senso di solenne monumentalità, unito a uno straordinario vigore plastico, emanano dalle pur contenute dimensioni di questa opera, suggestiva anche per l’invenzione cromatica che isola la massa bianca del bove solitario sui toni bruni e grigi del terreno sabbioso, con il brillante contrappunto del carro rosso in secondo piano e dello smalto azzurro dei mare, che l’angolazione ribassata della veduta riduce in spessore. La suggestione del tema, così grandiosamente analizzato da Abbati nella sua tarda attività attraverso le numerose versioni di bovi aggiogati, non è, a nostro vedere, sufficiente indizio per una più tarda collocazione del presente dipinto, nel quale il respiro prospettico di straordinaria ampiezza paesistica domina ancora sulla plastica imponenza degli animali.  L’attenzione per l’uomo, per il suo duro lavoro, per gli animali, già qui latente, soltanto più tardi acquisterà una reale, consapevole consistenza ciclica.