38 RAFFAELLO SERNESI

La punta del Romito veduta da Castiglioncello, Olio su tela, cm. 18x67

Storia: Mario Galli, Firenze; Riccardo Gualino, Torino; Zaccaria Pisa, Firenze; Ermanno Luti, Firenze; Mario Borgiotti, Firenze; Luigi Pisani, Milano; Gerardo Ceiestini, Milano; Collezione privata, Milano.

Esposizioni: Torino, 1926, n. 90; Parigi, 1935, n. 29; Roma, 1956, n. 74; Montecatini, 1963, pp. 212, 213; New York, 1963/64; Firenze, 1980, n. 16, p. 118; Manchester-Edimburgo, 1982, n. 20, p. 58; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 101, p. 131; Montecatini-Torino, 1986, cal. 85, pag. 163; Milano, 1988, pp. 199 e 354.

Bibliografia: Cecchi, 1929, p. 679; Venturi, 1928, tav.122; Somarč, 1928, p. 114, tav. 73; Tommasi, 1935, p. 148; Borgiotti, 1958, tav. 123; Rovi, 1963; Cecchi-Borgiotti, 1963, tav. e pag. 212-2 13; Intersimone, 1968, tav. L1; Daddi, 1977, p. 25 e p. 132, tav. 25; Durbč, 1978, p. 147, ripr.; Durbč-Matteucci, 1980, pp.118-119; Durbč, 1983, fig. 47, pp. 100, 103, 230.

Noto anche con il titolo "Castiglioncello dalla punta del Bocca", questo bellissimo dipinto č esemplificativo del clima di stretta contiguitŕ artistica e spirituale creatosi, presumibilmente nell’estate del 1864, a Castiglioncello tra Sernesi e Borrani, autori di quadri straordinariamente affini, sia nella composizione che nello stile. Alludiamo, in particolare a questo dipinto di Sernesi (e alla versione Checcucci, dal titolo "Scogli e cespugli a Castiglioncello") e alla composizione di Borrani Vada veduta da Castiglioncello) ripresa da Sernesi nel quadro della Pinacoteca di Bari.

Talmente straordinaria č l’affinitŕ stilistica tra le suddette opere che l’autorevole critico Emilio Cecchi ritenne di riconoscere in questo dipinto la stessa mano che aveva eseguito Vada veduta da Castiglioncello (entrambe le tele erano allora nella collezione Gualino), ossia quella di Borrani. L’attribuzione di questo dipinto a Sernesi, definitivamente accettata dalla letteratura macchiaiola, si deve a Enrico Somarč e a Mario Borgiotti.