48 GIOVANNI BOLDINI

Diego Martelli in uno studio di pittore, Olio su tela, cm, 14,7xl9,7

Storia: Diego Martelli, Firenze; Comune di Firenze (dal 1896, legato di Diego Martelli); Dep. nelle collezioni statali (dal 1912, mv. Coni, n, 22); Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze.

Esposizioni: Roma, 1956, n. 304 (1869/70); Ferrara, 1963, n. 9; Parigi, 1963, n. 7; L’Aja, 1971/72, n. 53; Monaco, 1975/76, n.124; Milano, 1988, cat. 10, pp. 36, 37, 74, 317.

Bibliografia: Bucarelli, 1956, n, 304; Borgiotti, 1958, p.59; Drudi Gambillo, 1960, p.5; Dini, mov.,1965, p.8; Ragghianti-Camesasca, 1970, n.5K, ripr.; Durbè-Matteucci, 1975, n.124, tav.124; Pinto, 1975, p.1515; Bartolini, 1982, tav. XXVII, p.109; Durbè, 1983, fig.75, pp.135, 144,232; Dini, 1989, fig.15,p.138.

L’incertezza circa l’identità dell’effigiato, manifestata ancora una volta nella circostanza dell’ultima apparizione del dipinto in una esposizione temporanea, non ha motivo di sussistere oltre. La provenienza stessa del dipinto, dal legato Martelli, e la riconoscibilissima fisionomia dei critico, sono in tal senso più che convincenti, Ciò the più ci colpisce, in realtà, è il carattere estemporaneo di questa pittura, non imputabile soltanto alla rapidità della pennellata, quanto al desiderio dell’artista di fissare sulla tela l’improvviso, gradito evento di una visita inaspettata: quella forse the Martelli annunciava nella lettera a Teresa, motivandola con il desiderio di vedere i ritratti che già il ferrarese aveva eseguito ad Abbati e Pisani.

In tal caso, la datazione dei dipinto, generalmente creduto del 1867, andrebbe anticipata al novembre 1865. La simpatica figura accovacciata del critico "quasi fosse - è stato detto di recente - uno scanzonato Aladino, pronto a sciogliere i misteri dell’arte", è arguta, come arguta è l’indagine dello spazio, sondato dal semplice, dinamico disporsi dei piani in profondità.