52 GIOVANNI FATTORI
Steppa maremmana, Olio su tavola, cm. 13,5x36, Firmato in basso a sinistra
Storia: Alessandro Magnelli, Firenze; Vendita Magnelli, 1929, n. 17, tav. XXXII; Piero Dello Strologo, Milano; Piero Dini, Montecatini; Collezione privata, Como.
Esposizioni: Tokio, 1979, n. 51, tav. 51; Firenze, 1987, tav. 21, cat. 21, p. 291.
Bibliografia: Malesci, 1961, p. 381, n. 384, tav. 384; Bianciardi-Della Chiesa, 1970, n. 84; Durbè-Bonagura, 1981, p.98.
È uno degli esempi più interessanti della feconda attività che Fattori svolse a Livorno, tra il 1863 e il 1867, ossia dal momento del suo trasferimento nella città natale per favorire la salute della moglie Settimia, al primo documentato soggiorno a Castiglioncello. La campagna livornese è oggetto di interminabile studio, e Fonte inesauribile di sensazioni, mano a mano che l’artista, vagando per la familiare natura di quei luoghi, quasi sembra riscoprirli, tanto è lo stupore con il quale ne fissa sulla tavola gli assolati dettagli: ora un muricciolo dal quale si affacciano pini ombrosi o squamose tamerici, ora vasti orizzonti e interminabili pianure, mosse, come nel presente dipinto, dal vivace contrappunto di linee rette, curve e diagonali.
