53 GIOVANNI FATTORI

Contadina nel campo, Olio su tavola, cm. 17,9x13,2, Firmato in basso a destra

Storia: Enrico Checcucci, Firenze; Luigi Sambalino, Firenze; Vendita Sambalino, 1917, n. 109; Ugo Ojetti, Firenze; Piero Dini, Milano; Collezione privata, Montecatini.

Esposizioni: Monaco, 1975/76, n. 108, tav. 108; Firenze, 1976, n. 112; Parigi, 1978/79, n. 69, tav. 69; Lugano, 1979, n. 73, tav. 73; Manchester-Edimburgo, 1982, n. 28; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 92; Montecatini-Torino, 1986, n. 50; Firenze, 1987, cat. 60, p. 295.

Bibliografia: Ghiglia, 1913, tav. XVII; Soffici, 1913, p. 1042; Soffici,1929, p. 114; Soffici, 1950, p. 257; Malesci, 1961, p. 410, n. 711, tav.711 (1880-90); Bianciardi-Della Chiesa, 1970, n. 423; Durbè, 1978, pp.173-174, fig. 68; Durbè, 1983, pp. 208, 209, fig. 133.

Questa tavoletta, insieme a Ortolani, di cui alla scheda seguente, rappresenta uno dei raggiungimenti più puri della poetica fattoriana, nel momento di massima adesione dell’artista livornese alla poetica della ‘Scuola’. La cosa è ancora più stupefacente in considerazione delle ridotte dimensioni delle due tavolette, nelle quali l’osservazione lenticolare degli effetti di luce sulla natura agreste di Castiglioncello, avvalendosi di una pennellata vigorosa e franta, raggiunge potenzialità espressive sproporzionate rispetto ai pochi centimetri quadri di pittura che la contengono. Proprio in questo genere di dipinti è facile cogliere lo spirito più intimo della ricerca fattoriana, volta - avrebbe scritto Oscar Ghiglia - "a rilevare con schiettezza i cambiamenti rapidi della luce sulle cose insieme ai rapidi movimenti, fissandoli nel minor tempo possibile su piccoli telai, su piccole assicelle, su minuscoli taccuini".  Il motivo stesso del lavoro dei campi, che è il tema di molte analoghe tavolette, è sopraffatto dalle iridescenze del paesaggio circostante; tale motivo rientra, tuttavia, nella tematica agreste che proprio nell’estate del ‘67, coinvolgerà in una dimensione ciclica non soltanto l’attività di Fattori, ma anche quelle di Abbati e Boldini.