54 GIOVANNI FATTORI
Ortolani, Olio su tavola, cm. 11,1x2l,8 Firmato in basso a sinistra
Storia: Mario Calli, Firenze; Gustavo Sforni, Firenze; Ciovanni Verusio, Roma; Piero Dini, Milano; Collezione privata, Montecatini.
Esposizioni: Monaco, 1975/76, n. 107, tav. 107; Firenze, 1976, n. 111; Parigi, 1978/79, rn 70, tav. 70; Lugano, 1979, n. 72, tav. 72; Manchester-Edimburgo, 1982, n. 27; Pistoia, 1983, p. 40; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 94; Montecatini-Torino, 1986, n. 48; Firenze, 1987, cat, 61, p. 295.
Bibligrafia: Malesci, 1961, p. 405, n. 658, tav. 658; Bianciardi-Della Chiesa, 1970, n. 220; Durbè, 1978, pp. 171, 172, fig. 67; Baboni, 1983, vol. II, pp. 511-512, fig. 34; Durbè, 1983, pp. 208, 210, fig. 134.
Per le strette analogie stilistiche e tematiche con la Contadina nel campo, si presume che questa piccola tavoletta sia stata eseguita a Castiglioncello, nello stesso momento, cioè nell’estate del 1867: identico è l’effetto delle iridescenze del paesaggio, identica è la tipologia delle figure, delineate con pochi, sintetici tratti. A questa splendida tavoletta, meglio che ad altre, si attagliano le osservazioni di Marangoni, al quale si deve l’aver avviato la comprensione di questo aspetto straordinariamente moderno dell’arte fattoriana: "Vi sono di lui dei quadretti che rappresentano specialmente certi cantucci di natura, nei quali la luce che ultra dal fogliame di un bosco e si rifrange in mille riflessi variopinti, è resa con una così squisita grazia da meravigliarci che un artista generalmente tanto sdegnoso di delicatezze possa averne di simili". Più avanti Marangoni aggiungeva: "Il fascino della tavolozza è ravvivato e come sostenuto dal contrasto tra la delicatezza dei toni e l’energia con cui è posato il colore, che riesce a darci la sensazione frusciante e ariosa del fogliame con scarse e robuste pennellate fondamentali, ravvivate e mosse da fresche e svelte lumeggiature più luminose e leggere... E nel disporsi sicuro e spontaneo della materia pittorica si contiene la vita stessa dell’immagine.
