55 GIOVANNI FATTORI
Pineta maremmana, Olio su tela applicata a cartone, cm 1 2x21 ,7 Firmato in basso a destra
Storia: Alessandro Magnelli, Firenze; Raffaele Bastianelli, Roma; Lucilla Bastianelli, Roma; Piero Dini, Montecatini Terme.
Esposizioni: Firenze, 1973, n. 22; Monaco, 1975/76, n. 66, tav. 66; Firenze, 1976, n. 73, p. 131; Tokio, 1979, n. 54, p. 74; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 64, p. 118; Montecatini-Torino, 1986, cat. 49, pp. 164-165.
Bibliografia: Somarč, 1929, p. 7; Malesci, 1961, rn 394; Bianciardi-Della Chiesa, 1970, n. 102; Durbč, 1973; Durbč-Matteueci, 1975, n. 66, tav. 66; Durbč, 1982, fig. 69, pp. 81, 202; Dini, 1987, p. 135.
Questa semplice, essenziale composizione, che, a dispetto del titolo, Durbč ha rivendicato all’attivitŕ livornese di Fattori, č comunque una delle immagini piů suggestive che il grande pittore abbia mai tratto dal vero. Niente altro che un chiaro, basso muricciolo, sovrastato dalle ombrose, slanciate sagome dei pini; l’azzurro chiaro del cielo appena appena velato, irrompe da dietro le quinte, e l’osservazione si impreziosisce nel cogliere i sottili effetti della luce solare che dilaga dall’alto e lambisce l’intensa oscuritŕ della pineta. Le maestose chiome degli alberi si dimenano al sole, in un sottile graduarsi dei toni verdi, mentre la loro ombra a mala pena ghermisce l’assoluta tersa luminositŕ del primo piano.
