60 GIOVANNI FATTORI

Criniere al vento, Olio su tela, cm. 37x107 Firmato in basso a destra

Storia: Collezione Stramezzi, Crema; Collezione privata, Gallarate; Galleria d’Arte Silbernagl, Milano; Collezione privata, Milano.

Esposizioni: Firenze, 1989.

Bibliografia: Malesci, 1961, cat. 642, pp. 272, 403; Piceni-Monteverdi, 1966, tav. II; Bianciardi-Della Chiesa, 1970, cat 98, p. 91; Broude, 1987, fig. 237, p. 218.

Ha fatto parte, insieme a Marina livornese, studio d’ambiente per questa stessa composizione, della Collezione Stramezzi di Crema. Esposto per la prima volta lo scorso anno (1989) a Firenze alla Biennale dell’Antiquariato di Palazzo Strozzi, compare adesso a pieno diritto in questa esposizione, in quanto vertice indiscusso dell’attività di Fattori a Castiglioncello La letteratura relativa al dipinto propende concordemente per una datazione intorno al 1867, cronologia che ci convince appieno, trovando ulteriore implicito riferimento nella nota lettera di Abbati a Borrani, ove si accenna a certi ("studi di cavalli" che il napoletano stava realizzando insieme a Fattori.

Queste plastiche figure dei cavalli irruenti condotti alla riva sembrano uscire da un bassorilievo antico, tale è il vigore animalesco the trasuda dal tendersi dei muscoli di quei corpi armoniosi. Il sibilo assordante del vento camuffa, o per meglio dire inghiotte, lo scalpitio, degli zoccoli e il fiero nitrito degli animali che si contorcono in un piglio quasi dechirichiano. Al di là del dosso brullo e sassoso, la vasta distesa del mare azzurro, che in lontananza culla le sagome profilate di veloci imbarcazioni a vela, riflette con toni violacei i bagliori rosati del cielo al tramonto. E l’immagine della realtà sembra percorsa dal brivido di un sogno.