67 GIOVANNI FATTORI
Bifolco e buoi, Olio su tavola, cm. l0,5xl3, Firmato in basso a destra
Storia:
Mario Galli, Firenze; Riccardo Gualino, Torino; Zaccaria Pisa, Milano; Vendita Pisa, 1934, n. 260, tav. XCIII; Ermanno Luti, Firenze; Enrico Nardini, Firenze; Paolo Stramezzi, Crema; Enrico Piceni, Milano; Piero Dini, Milano; Collezione privata, Milano.Esposizioni: Roma, 1921, sala VI, n. 31; Torino, 1926, n. 81; Monaco, 1975/76, n 112, tav. 112; Firenze, 1976, n. 225; Parigi, 1978/79, n. 74, tav. 74; Lugano, 1979, n. 76, tav. 76; Manchester-Edimburgo, 1982, n, 32; Torino, 1982-83, ii. 48, tav. 109; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 135; Montecatini-Torino, 1986, n. 55, tav. 55; Firenze, 1987, cat. 63, p. 295, tav. 63.
Bibliografia: Ojetti, s.a., p. 111, tav. XLVII; Ghiglia, 1913, tav. XV; Soffici, 1913, p. 1042; Marangoni, 1921, p. 347; Venturi, 1938, tav. 115; Soffici, 1929, p. 115; Franchi R, 1928, p. 22; Calzini, 1949, pp. XVII, XI ripr.; Soffici, 1950, p 257; Malesci, 1961, p. 404, n. 657, tav. 657; Catalogo Bolaffi n. 1, 1964, p. 161; Piceni-Monteverdi, 1966, tav. XlI; Enciclopedia Universale dell’Arte Moderna Seda, 1968, p. 1625, fig. 1; Bianciardi-Della Chiesa, 1970, n. 193; Durbè, 1978, pp. 175-176, fig. 70; Baboni, 1983, vol. II, p. 493, fig. 7; Broude, 1987, tav. 80.
Il tema dei bovi bianchi, tanto caro a Fattori particolarmente negli anni 1867-71, è qui l’oggetto di una delle sintesi più prodigiose mai realizzate dal maestro livornese. E ovvio dunque che Oscar Chiglia tenesse in grandissima considerazione questa tavoletta, quale vitalissimo esempio di trasposizione della realtà in puri ed essenziali valori pittorici; e in essa vedesse realizzato quell’aspetto della produzione fattoriana che, ispirandosi alla natura agreste della campagna maremmana, si dimostrava tanto felice nei risultati poetici, quanto straordinariamente moderna nei contenuti pittorici. La semplicità della fattura e il carattere apparentemente frammentario, "da reperto archeologico" hanno detto taluni, celano in realtà la grandezza dell’ispirazione del maestro livornese e l’originalità della sua inventiva.
