77 GIOVANNI FATTORI
Ritratto di Valerio Biondi (1875, Olio su tavola, cm. 15x13, Firmato e datato in basso a destra
Storia: Valerio Biondi, Livorno; Eredi Biondi, Milano.
Esposizioni: Livorno, 1925, sala di pittura, n. 53; Firenze, 1984, n. 16, p.42, ripr. in copertina; Los Angeles-Cambridge, 1986, cat. 99, p.130; Firenze, 1987, cat. 54, p. 294, tav. 54.
Bibliografia: Saviotti, 1925, ripr.; Malesci, 1961, n. 43; Bianciardi-Della Chiesa, 1970, n. 180; Dini, 1978, p. 56; Durbè, 1978, p. 163, tav. 59; Durbè, 1982/83, vol. I. p. 136, voi. II, fig. 124.
Presentando questa suggestiva tavoletta alla mostra di Los Angeles (1986), Durbè ne evidenziava già le strettissime affinità stilistiche con il Diego Martelli della collezione Jucker, e proponeva per entrambi i dipinti una medesima cronologia. La presenza della data 1875, ben visibile in basso al centro, non è mai stata rilevata neppure nelle recenti, ripetute apparizioni del dipinto a pubbliche esposizioni, così che anche nella circostanza della mostra fattoriana del 1987 al Valerio Biondi è stata attribuita una collocazione al 1867, per analogia con la presunta datazione del quadro Jucker. Rimanendo fermo il principio di una identica cronologia, il rapporto tra. le due opere ci appare invertito, in termini tali the il Valerio Biondi impone la propria avanzata datazione non soltanto al Diego Martelli, ma anche a La signora Martelli a Castiglioncello, mentre la Donna che cuce (Malesci, 1961, n. 107), che proviene da Casa Biondi e reca sul retro la scritta "Castiglioncello, 1875", rafforza ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, la posizione del presente dipinto. Nell’estate del ‘75, al ritorno da Parigi, Fattori eseguì, dunque, questo splendido ritratto dell’avvocato livornese, patriota e combattente della guerra dei ‘59. Non che di Fattori ci mancassero fino a quel momento esempi di così vigorosa sintesi; certo è che il clima di avanguardia respirato per qualche tempo a Parigi lasciò inconsapevole traccia sulla poetica fattoriana, se è vero che in una medesima stagione videro la luce opere così moderne e nuove come i ritratti, appunto, di Martelli e di Biondi.Sulla chaiselongue del critico, siede questa volta l’avvocato livornese, ma non in maniche di camicia, bensì in un elegante, comodo abito bianco. Il taglio ampio della veduta, ricco nel quadro Jucker di riferimenti paesistici, è ridotto nel presente dipinto, per l’ottica ravvicinata sulla figura, che accentua il risalto cromatico del bianco abito sui toni bruno-dorati del sottobosco.
