78 GIOVANNI FATTORI

Diego Martelli a cavallo, Olio su tela, cm. 23x30, Firmato in basso a destra

Sul retro, sul telaio, è la seguente scritta a penna: "Ritratto di Diego Martelli sul suo cavallo Trimpellone opera di mano di G. Fattori"

Storia: Vincenzo Giustiniani, Firenze; Vendita Giustiniani, 1929, n. 182, tav. LI; Leone Ambron, Firenze; Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze (dal 1947, dono dei precedente al Comune di Firenze).

Esposizioni: Roma, 1921, sala 5, n. 13; Livorno, 1953, n. 42, tav. 42; Firenze, 1953, o, 42; Monaco, 1975/76, n.102, tav. 102; Firenze, 1976, n. 75; Roma, 1982/83, p. 6, fig. 2; Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 93, tav. X; Firenze, 1987, cat. 56, pp. 289-294, cat. 56.

Bibliografia: Collobi Ragghianti, 1953, p. 235; Lavagnino, 1956, p. 838; Malesci, 1961, n. 49; Bianciardi Della Chiesa, 1970, n. 152, tav. XIII A; Dini, 1978, pp. 56, 68; Masini, 1982, p. 95; Durbè, 1983, p. 208, fig 140.

La figura di Diego Mantelli a cavallo non poteva mancare nel repertorio iconografico della ‘Scuola’, in quanto immagine abituale e ricorrente nella quotidiana esistenza degli ospiti di Castiglioncello. Il cavallo infatti consentiva al critico i rapidi, necessari spostamenti nella sua vasta e composita proprietà. Anche Abbati raffigurò in un dipinto già appartenuto ai pittore Annibale Gatti l’amico Diego alle prese con uno dei suoi stalloni, per quanto due delle immagini più suggestive rimangono le belle fotografie che Alinari realizzò nel 1866, ritraendo il critico a cavallo sulla spiaggia del Porticciolo. Nel raffigurare in un rigoroso profilo l’immagine dell’uomo in sella, Fattori adotta un punto di vista ravvicinato e leggermente ribassato, che staglia le due figure, di vigore quasi scultoreo, contro il paesaggio abbacinato dalla piena luce dei mezzogiorno. I toni prevalentemente giallo-ocra del primo piano s’interrompono per le verdi liquefatte pennellate della retrostante vegetazione che cela la presenza di un mare intensamente azzurro.