4 NOVEMBRE, LA FINE DELLA GRANDE GUERRA. PER LA GIORNATA DELL’UNITA NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE CI SARÀ UN A CERIMONIA (ALLE 10) PRESSO LA CAPPELLA DELLA MEMORIA

IL RITROVO SARÀ ALLE ORE 9.45 PRESSO IL CIMITERO DI ROSIGNANO MARITTIMO. TUTTA LA CITTADINANZA È INVITATA A PARTECIPARE
Data:

28/10/2026

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  • Comunicato stampa
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"Il 4 novembre rappresenta un monito per ricordare alle nuove generazioni di tutte le nazioni di non intraprendere la strada della violenza e della guerra". Queste le parole pronunciate lo scorso anno dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il suo discorso per la cerimonia di consegna delle insegne all’ordine Militare d’Italia in occasione della Giornata di Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nella stessa occasione il capo dello Stato - che ogni anno partecipa alla deposizione di una corona al Milite Ignoto - sottolineò come la situazione, a livello internazionale, aveva assunto “caratteri e modalità preoccupanti”, aggiungendo che si era di fronte ad un contesto di grande complessità. Fra pochi giorni sarà nuovamente il 4 novembre e la situazione, a livello mondiale, è ancora difficile e preoccupante. Ma questa data, che ricorda la fine della Grande Guerra, sarà ancora una volta utile per un momento di riflessione su quello che accade allora, che accade oggi e su quello che sarà o potrà essere il futuro.

Per mercoledì 4 novembre il Comune di Rosignano Marittimo ha organizzato una cerimonia che si svolgerà presso il Cimitero rosignanese. Il ritrovo - come indicato nell’invito a tutta la cittadinanza firmato dal sindaco Claudio Marabotti - è previsto alle ore 9.45, mentre alle 10 ci sarà la deposizione di una corona d’alloro nella Cappella della Memoria in onore dei caduti per la Patria.

Il 4 novembre 1918 fu la data in cui entrò in vigore l’armistizio di Villa Giusti, che era stato firmato il giorno precedente, ovvero il 3 novembre. Un armistizio - con l’emissione del famoso Bollettino della vittoria firmato dal generale Armando Diaz - che permise all’Italia di annettere Trento e Trieste. Nell’autunno del 1917 c’era stata la disfatta di Caporetto dove l’esercito italiano aveva contato 50mila tra morti e feriti, 300mila soldati fatti prigionieri, e oltre 350mila giovani in uniforme che abbandonarono i ranghi. Le truppe erano indietreggiate, attestandosi nelle trincee sulla linea del Piave e sul Monte Grappa, dopo aver abbandonato parte del Veneto e gran pare del Friuli. Nel novembre 1917 il generale Luigi Cadorna venne rimosso dall’incarico di comandante: al suo posto fu nominato il generale Armando Diaz. Le conseguenze della sconfitta furono anche la caduta del Governo e la nascita di quello di coalizione nazionale guidato a Vittorio Emanuele Orlando, Oltre 400mila profughi friulani e veneti si riversano sul resto del Paese. La guerra si trasformò in un conflitto difensivo del suolo nazionale. Arrivarono al fronte i “ragazzi del ’99” e si cominciò a preparare la controffensiva che portò nel 1918, a fine ottobre, all’ingresso delle truppe italiane a Vittorio Veneto e quindi alla vittoria sull’esercito austro-ungarico e all’armistizio entrato in vigore nel pomeriggio del 4 novembre. Dopo la fine della Grande Guerra, tutta l’Italia venne toccata dagli strascichi umani, sociali e politici lasciati dal conflitto, tensioni che aprirono le porte all’affermarsi del fascismo.

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Ultimo aggiornamento: 28/10/2026 12:16

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