Descrizione
Il Premio Cultura Politica Giovanni Spadolini 2026, giunto alla sua ventunesima edizione, sarà conferito al diplomatico Giampiero Massolo, una personalità che ha posto diplomazia, sicurezza e relazioni internazionali al centro del proprio impegno istituzionale. La cerimonia si terrà sabato 25 luglio alle 21:15, nell’Anfiteatro del Parco del Castello Pasquini a Castiglioncello (in caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà presso il Teatro Solvay). Il riconoscimento è assegnato dal sindaco di Rosignano Marittimo Claudio Marabotti e dal presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia Cosimo Ceccuti. L’evento è promosso in collaborazione con la Fondazione Spadolini Nuova Antologia e si svolge sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Regione Toscana. L’assegnazione a Massolo rinnova il significato più profondo di un premio intitolato a Giovanni Spadolini, ossia quello di valorizzare una cultura politica capace di coniugare studio, responsabilità istituzionale, visione internazionale e difesa delle democrazie.
“Il Premio di Cultura Politica Giovanni Spadolini, che anima il nostro territorio fin dal 2006 – precisa il Sindaco Claudio Marabotti – non è solo un tributo a uno statista straordinario che amò profondamente Castiglioncello, ma rappresenta un impegno concreto a custodire e tramandare la sua concezione ‘alta’ della politica. L'edizione 2026 ne offre una significativa conferma: conferire il riconoscimento a Giampiero Massolo, diplomatico di straordinaria esperienza e autorevolezza, significa interpretare pienamente quella dimensione internazionale che costituiva uno degli aspetti più qualificanti della visione di Spadolini. Muovendo dal suo pensiero – prosegue Marabotti – il Premio ci offre ogni anno l'opportunità di guardare oltre i confini della politica in senso stretto, valorizzando figure di primo piano delle istituzioni, della diplomazia, dell'arte, della scienza e del giornalismo. È proprio in questo dialogo tra competenze, esperienze e sensibilità diverse che si riflette, oggi più che mai, il significato più autentico della democrazia”. Storico, giornalista, uomo delle istituzioni, Spadolini interpretò l’impegno pubblico come un servizio alle istituzioni e alla comunità nazionale, senza mai separare la politica interna dalla collocazione dell’Italia nello scenario europeo e internazionale. Il suo pensiero fu segnato da un europeismo concreto, fondato sulla consapevolezza che il futuro del Paese dovesse essere costruito all’interno di un’Europa pacificata, solidale e capace di esprimere una politica comune. La dimensione internazionale rappresentò infatti uno degli assi centrali della sua attività politica e istituzionale.
“Spadolini – commenta Cosimo Ceccuti - guardò alla diplomazia come a uno strumento essenziale per tutelare l’indipendenza politica della Repubblica, consolidarne la credibilità e favorire la cooperazione tra gli Stati. Nella sua visione, il legame tra Italia, Europa e comunità internazionale era parte integrante dell’identità democratica e repubblicana del Paese. Ecco dunque che la scelta di premiare Giampiero Massolo si trasforma nella volontà di richiamare la contemporaneità al dialogo e al confronto delle idee, riportando la diplomazia in primo piano e scalzando finalmente quella logica della violenza e dell’uso delle armi che da anni ormai mortifica la politica internazionale. Massolo – conclude Ceccuti - richiama l’attualità della lezione di Spadolini: la necessità di una politica preparata, consapevole della storia e aperta al confronto internazionale; una politica che sappia difendere l’interesse nazionale senza rinunciare all’orizzonte europeo e multilaterale”.
Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, nel corso della sua carriera Massolo è stato, tra gli altri incarichi, rappresentante personale del presidente del Consiglio per i vertici G8 e G20 e direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. È stato inoltre presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e ha ricoperto ruoli di vertice in importanti realtà industriali e infrastrutturali. Il Premio Cultura Politica gli riconosce un percorso professionale sviluppato nei luoghi in cui si costruiscono il dialogo tra i Paesi, la tutela degli interessi nazionali, la comprensione delle crisi internazionali e la ricerca di equilibri capaci di garantire sicurezza e cooperazione. Il tutto in una fase storica segnata da guerre, tensioni geopolitiche e nuove fragilità globali.
In caso di pioggia la cerimonia si svolgerà nel Teatro Solvay.