Descrizione
La duna del Lillatro torna a nuova vita grazie ad un progetto che l’Amministrazione comunale di Rosignano Marittimo sta portando avanti (insieme al settore delle manutenzioni) in questo periodo, partendo dalla delimitazione fisica della duna per preservare la flora tipica. Il progetto parte da lontano: infatti - come sottolinea l’assessora Susanna Masoni, che ha fra le sue deleghe anche quella al verde pubblico - ci sono state al proposito numerose segnalazioni nel corso degli anni da parte delle Associazioni di tutela ambientale del territorio e dagli esperti del MuSNa (il Museo di Storia Naturale che ha sede presso Villa Pertusati a Rosignano Marittimo) e in particolare del dottor Roberto Righini che ha curato anche le immagini della cartellonistica (sulla quale - oltre al logo del Comune promotore dell’intervento - si trovano quelli di MuSNa, dell’Associazione Amici della Natura Rosignano e del WWF Livorno).
“Il progetto di tutela, in esecuzione a quanto disposto dall’articolo 27 delle norme tecniche di attuazione del Piano Operativo del nostro Comune - spiega Masoni - prevede una recinzione con pali e corda realizzata da Maicol Cirenei e Massimiliano Scarlatti che fanno parte del settore menutentivo comunale, coordinati da Luca Dal Canto. Tale recinzione è finalizzata alla preservazione della flora psammofila superstite presente sulla duna che rappresenta il residuo di un più esteso complesso dunale che continua anche nel vicino stabilimento del Circolo Canottieri Solvay”.
Quando in biologia si parla di “pianta psammofila” - come indica il anche dizionario Treccani - si parla di “piante terrestri che vivono sulle sabbie delle dune mobili e le arene marittime, quindi in ambiente arido”. La definizione prosegue indicando che tali piante presentano “particolari adattamenti” (fra gli esempi quello d avere radici molto lunghe) che permettono loro di sopportare, oltre all’aridità, le particelle del suolo che si muovono, la sabbia che viene alzata dal vento e va a colpire le parti esterne delle stesse piante, la salsedine che arriva dal mare e il fatto di essere seppellite nella sabbia.
Per quanto riguarda invece la residualità della duna oggetto del progetto, bisogna andare molto indietro nel tempo. Infatti va ricordato il sistema dunale fossile di Monte alla Rena e Lillatro che fino all’inizio nel Novecento era rimasto praticamente intatto, come indicato anche nella cartellonista esplicativa del luogo dove si sta intervenendo. “Nonostante i numerosi interventi umani che ne hanno alterato e ne alterano la struttura, la duna del Lillatro conserva ancora delle specie vegetali di interesse conservazionistico e con un’elevata biodiversià, che fanno dell’area una sorta di piccolo orto botanico della flora psammofila”. Il dottor Roberto Righini indica a seguire due specie di interesse conservazionistico: Centaurea aplolepa Moretti subsp. subciliata (DC.) Arcang (lista rossa della flora italiana, classe di rischio “endangered”, cioè in via di esinzione), endemismo toscano; e il Pancratium maritimum L. (Giglio di mare) dalle imponenti fioriture. “La fioritura del giglio - aggiunge Masoni - sarà possibile ammirarla nel corso dei prossimi mesi se la duna verrà rispettata dai bagnanti, limitando il passaggio nei sentieri dedicati appositamente realizzati attraverso la delimitazione”.
Righini, nella stessa cartellonista, inserisce poi altre specie psammofile che fioriscono sulla duna e che forniscono al sistema dunale una biodiversità elevata: Eryngium maritimum L. (Calcatreppola marina), Seseli tortuosum L. (Finocchiella di mare), Cakile maritima Scop. (Ravastrello marittimo), Matthiola sinuata (L.) W.T. Aiton (Violaciocca sinuata), Echinophora spinosa L. (Finocchio del litorale, spinoso), Calystegia soldanella (L.) R.Br., Silene colorata Poir. (Silene colorata).
Il progetto che è in fase di realizzazione da parte del Comune di Rosignano Marittimo, è fra l’altro entrato nell’ambito di quello europeo denominato LIFE ALEXANDRO che si prefigge - fra l’altro - di attuare misure di conservazione specifiche per prevenire le cause di mortalità diretta per il fratino, piccolo uccello dalle abitudini migratrici, che nidifica sulle spiagge, fra le dune, spesso molto vicino alla battigia. La sua presenza - segnalata lo scorso anno alle Spiagge Bianche - è un indicatore di salute riguardo agli ambienti costieri, ma purtroppo è in pericolo in relazione alle attività ricreative umane, agli animali predatori e al degrado degli habitat sabbiosi. Quindi la protezione guarda anche ad azioni mirate a limitare le cause alla base del deterioramento e dell’erosione degli habitat dunali con specifici interventi di ripristino e di miglioramento ambientale che nell’ambito di LIFE ALEXANDRO verranno svolte in alcuni siti. Il progetto riguarda Italia e Croazia, ed è portato avanti da diversi partner, Per la zona di Rosignano ci sono il coordinatore dottor Marco Lucchesi dell'Istituto di Ecologia Applicata di Roma e la professoressa Elena Balestri dell'Università di Pisa, collaborano il capitano Mancini, il maresciallo Pella e il brigadiere Calandra del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Cecina.
Il 6 maggio è già previsto un nuovo sopralluogo nelle altre aree interessate alla tutela nell’ambito del territorio del Comune di Rosignano Marittimo, ovvero la foce del Fine, il Galafone e il litorale di Pietrabianca,