Descrizione
Doriana e Massimiliano Fuksas hanno inaugurato giovedì 2 aprile 2026 la grande mostra al Castello Pasquini (ne parliamo in un altro comunicato) che sarà visitabile fino al 20 settembre.
Ecco a seguire le biografie dei due architetti e dell'artista.
DORIANA ORIETTA MANDRELLI FUKSAS
Doriana Orietta Mandrelli Fuksas è un’architetta e designer italiana di fama internazionale. Nata a Roma, si laurea nel 1979 in Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Completa poi la sua formazione a Parigi, conseguendo il diploma in Architettura presso l’École Spéciale d’Architecture (ESA).
Nel 2000, nell’ambito della VII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia – Less Aesthetics, More Ethics, cura quattro “Special Projects” dedicati a Jean Prouvé, Jean Mane- val, Peace Pavilion e Architecture of Spaces, oltre alla sezione dedicata all’arte contemporanea, all’organizzazione di conferenze, seminri e workshops.
Dal 1985 collabora stabilmente con Massimiliano Fuksas (insieme a lei nella foto, immagine di Gianmarco Chieregato) e, dal 1994, dirige con lui Studio Fuksas, guidando un team internazionale con sedi a Roma, Parigi, Shenzhen e Shanghai. Nel 1997 fonda e assume la direzione di Fuksas Design, la divisione dedicata al product e interior design. Il suo lavoro si distingue per un linguag- gio formale innovativo, una forte attenzione alla materia e alla luce, e una costante ricerca di equi- librio tra funzionalità e poesia visiva.
Riconoscimenti
2002 – Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres, République Française
2013 – Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres, République Française
2020 – Chevalier de l’Ordre de la Légion d’Honneur, République Française
2023 – Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana
Architettura – Progetti principali
2001 Twin Towers - Vienna, Austria
2001 Grattacielo Regione Piemonte
2002 Armani thee on the Bind – Shanghai
2003 Nuova sede direzionale e Centro di Ricerca Ferrari - Maranello
2004 Armani Charter House, Hong Kong
2005 Nuovo Polo Fiera Milano – Rho – Pero
2007 Armani Ginza Tower – Tokyo - Giappone
2009 MyZeil Shopping Mall – Francoforte
2009 Armani Fifth Avenue – New York
2009 Peres Peace House - Jaffa–Tel Aviv
1998-2016: Nuovo Centro Congressi “La Nuvola” – Eur - Roma
2012 Tbilisi Public Service Hall – Rhike Park Georgia
2013 Terminal 3 Bao'an International Airport, Shenzhen
2020 Guosen Securities Tower, Shenzhen
2021 Stazione Duomo Metropolitana di Napoli
2021 Aeroporto di Gelendzick
2023 Laerown Fuda Square mixed-use complex, Shenzhen
2024 Zhaoxin Huijin complex, Shenzhen
2024 CBD cultural center, Beijing
2024 Scenografie Caracalla Festival dell’Opera di Roma
2025 Tianfu Cultural Center, Chengdu
Collaborazioni e progetti di design
Tra i progetti principali ricordiamo: Alessi, Poltrona Frau, iGuzzini, Venini, Fiam, Baxter, Meritalia, Slamp, Victoria Arduino, Itlas, Sicis, Hayworth Castelli, Moroso – Bisazza – Martinelli - Cantori
MASSIMILIANO FUKSAS
Massimiliano Fuksas è un architetto italiano nato a Roma da famiglia di origini lituane. Si laurea in Architettura alla Sapienza Università di Roma nel 1969 e dagli anni Ottanta emerge come prota- gonista della scena architettonica internazionale. Fondatore dello Studio Fuksas a Roma, Parigi, Shenzhen e Shanghai. Massimiliano Fuksas ha realizzato oltre 600 progetti in tutto il mondo con una ricerca e un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla qualità dell’esperienza umana.
Massimiliano Fuksas ha contribuito alla cultura architettonica globale: è stato membro delle Com- missioni Urbanistiche di Berlino e Salisburgo. Direttore della VII Biennale di Architettura di Venezia dal titolo “Less Aesthetics, More Ethics” e visiting professor alla Columbia University di New York, l’École Spéciale d’Architecture di Parigi, professore alla Akademia der Bildenden Künste di Vienna e alla Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda. E’ membro del Consiglio d’Ammini- strazione GNAM Galleria d’arte moderna e contemporanea di Roma.
A seguire un a sintesi dei premi e riconoscimenti ricevuto e alcune delle sue principali opere.
Premi e riconoscimenti
Grand Prix National d’Architecture della Repubblica Francese
Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres della Repubblica Francese
Légion d’Honneur della Repubblica Francese
Honorary Fellowship dell’AIA – American Institute of Architects
Honorary Fellowship del RIBA – Royal Institute of British Architects
Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana
Medaglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Global Lithuanian Award.
Opere
Twin Towers - Vienna, Austria
Grattacielo Regione Piemonte
Armani thee on the Bind – Shanghai
Nuova sede direzionale e Centro di Ricerca Ferrari - Maranello
Armani Charter House, Hong Kong
Nuovo Polo Fiera Milano – Rho – Pero Armani Ginza Tower – Tokyo - Giappone MyZeil Shopping Mall – Francoforte Armani Fifth Avenue – New York
Peres Peace House - Jaffa–Tel Aviv
Tbilisi Public Service Hall – Rhike Park Georgia
Terminal 3 Bao'an International Airport, Shenzhen
Nuovo Centro Congressi “La Nuvola” – Eur - Roma
Guosen Securities Tower, Shenzhen
Stazione Duomo Metropolitana di Napoli
Aeroporto di Gelendzick
Laerown Fuda Square mixed-use complex, Shenzhen
Zhaoxin Huijin complex, Shenzhen
CBD cultural center, Beijing
Scenografie Caracalla Festival dell’Opera di Roma
Tianfu Cultural Center, Chengdu
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MIMMO PALADINO
La riflessione artistica di Mimmo Paladino (ritratto, foto di Lorenzo Palmieri), nato nel 1948 a Padu- li, si sviluppa a partire dalla fine degli anni Sessanta. La visita alla Biennale di Venezia del 1964 segna profondamente il suo immaginario, rimanendo affascinato dalla Pop art americana e, in par- ticolare, dalle ricerche extrapittoriche di Rauschenberg e Johns.
La prima mostra personale risale al 1968, alla galleria Carolina di Portici. In sintonia con le tenden- ze del periodo, Paladino si confronta inizialmente con l’installazione e la fotografia di matrice con- cettuale. Verso la fine degli anni Settanta la sua ricerca si orienta progressivamente verso un ritor- no alla figurazione: le tele si popolano di figure umane e animali, segni geometrici essenziali, im- pronte a olio, foglia d’oro e pigmenti. Nel 1979 il suo lavoro viene inquadrato dal critico e curatore Achille Bonito Oliva nell’ambito della Transavanguardia italiana, insieme a quello di Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria. Il riconoscimento ufficiale di questa forma- zione critica avviene con Aperto ’80, la sezione curata da Bonito Oliva e Harald Szeemann per la Biennale di Venezia del 1980.
A partire dalle prime opere ambientali – tra cui l’intervento murale alla galleria di Franco Toselli nel 1978 e gli ambienti realizzati per la Fattoria di Celle a Pistoia del 1982 – il tema dello spazio diven- ta centrale nella sua ricerca. Nei decenni successivi Paladino approfondisce il dialogo con il conte- sto urbano attraverso installazioni temporanee e interventi permanenti, come l’Hortus Conclusus (1992) di Benevento, la Montagna di sale (1995) in piazza Plebiscito a Napoli, il progetto della piazza antistante in Museo Leonardiano a Vinci nel 2006 e la Croce (2012) in Piazza Santa Croce a Firenze. Il confronto con lo spazio pubblico caratterizza anche le mostre diffuse di Orta San Giu- lio (2009), Milano (2011), Ravello (2013), Brescia (2017) e Arezzo (2019). Nel 2025 la mostra anto- logica alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia attraversa l’intera ricerca artistica di Paladino, dalle opere germinali del 1977 fino ai lavori più recenti, esposti al Palazzo Ducale di Gubbio, in- sieme al ciclo dei Dormienti (1998–1999) e l’installazione di frammenti bronzei Senza titolo (2006) alla Rocca Albornoz di Spoleto.
Alla pittura, alla scultura, e il profondo impegno nelle tecniche grafiche Paladino affianca frequenti incursioni con le altre discipline dove lavora insieme ai più importanti designer e architetti, da Ales- sandro Mendini e il Gruppo Memphis a Mario Botta e Renzo Piano. È del 2006 l’incontro con gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas, con i quali concepisce una collezione di arredi e gioielli per Short Stories, presentati alla Triennale di Milano. Nel corso della sua carriera sono molti gli in- terventi che vedono la sua vicinanza ai fotografi, registi, attori, direttori d’orchestra, scrittori e musi- cisti – si ricordano Brian Eno, Lucio Dalla e Francesco De Gregori –; alcuni di loro contribuiscono a musicare alcune installazioni o partecipano a progetti che travalicano il senso stretto della discipli- na pittorica. Importanti anche le collaborazioni teatrali, che gli valgono due Premi Ubu per Edipo Re (2000) ed Edipo a Colono di Sofocle (2004), entrambi con la regia di Mario Martone.
La passione per il cinema è sempre stata un elemento ricorrente nella produzione di Paladino. La prima vera prova registica è col lungometraggio Quijote (2006), rilettura dell’omonimo romanzo di Cervantes, presentato alla 63a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Ve- nezia (2006). Nelle vesti del madrigalista Gesualdo da Venosa, Alessandro Haber è il protagonista del cortometraggio Labyrinthus (2013), scritto con Filippo Arriva e con le musiche di Franco Mussi- da. Nel 2022 Paladino dirige La Divina Cometa, un film che mette in scena il viaggio dantesco ma ricostruendolo all’interno di un immaginario popolare, dove alto e basso si mischiano, e dove il presepe ingloba la vicenda di Dante.
Mimmo Paladino è Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Accademico onora- rio della Royal Academy of Arts di Londra, Accademico ordinario dell'Accademia Nazionale di San Luca, Accademico ordinario della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon. Ha ricevuto due lauree honoris causa, una in Architettura dall’Università della Svizzera italiana e una in Materie artistiche dall’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.
Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali internazionali, tra cui il Museum of Mo- dern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Kunst- museum di Basilea, la Nationalgalerie di Berlino e il Centre Pompidou di Parigi.