Descrizione
Doriana Fuksas è una donna di grande charme ed eleganza. Capelli cortissimi, mono orecchino nero, un completo nero lungo, una borsa maculata. Una architetta che, quando è entrata nell'auditorium, ha fatto sì che il mormorio del pubblico si fermasse per una attimo davanti al passaggio di una donna che raccoglie in sé una grande forza creativa che la distingue anche in mezzo alla folla. Come si distingue la spontaneità di Massimiliano Fuksas che entrato poco dopo nell'auditorium, anche lui vestito di nero, ha provocato un applauso del pubblico. Due grandi nomi di architetti per una mostra singolare, di grande bellezza ed attrattatività.
Il clima al Castello Pasquini, nel tardo pomeriggio di giovedì 2 aprile dedicato all’inaugurazione (dalle ore 17) della mostra “Fuksas Paladino. Architetti illuminati e artista”, era rilassato e di attesa. Quella di due grandi nomi dell’architettura e del design internazionale, i Fuksas appunto, con studi a Roma - loro città di origine - Parigi, Shenzhen e Shangai. Cittadini, entrambi del mondo della creatività, sia che si parli di una torre residenziale o del terminal di un aeroporto o ancora di un gioiello o un oggetto di arredo. Il talento è insito nel DNA e i Fuksas ne sono un grande esempio insieme a Mimmo Paladino che arriverà a breve a Castiglioncello in quanto il 2 aprile non ha potuto presenziare al vernissage.
Un clima rilassato, dicevamo. Che è diventato però immediatamente frizzante quando i Fuksas hanno cominciato a raccontarsi. Doriana è partita dal 2006 quando è partita la collaborazione di Short Stories (per la Triennale di Milano) con gioielli e altri oggetti di design. Ed è proseguita nel tempo. Architetti e artista, come si legge nel titolo della mostra, che si incontrano, che lavorano ciascuno per proprio conto, e poi l’uno interviene sul lavoro dell’altro e viceversa, mescolando linguaggi e segni caratteristici dell’architettura e dell’arte pura. Una sinergia, quindi, che completa il lavoro di ciascuno. E nel suo intervento, Doriana Fuksas non ha mancato di esortare i giovani ad esprimersi ed a seguire le loro aspirazioni.
Massimiliano Fuksas, che conserva un bell’accento romano, ha incantato il pubblico nel raccontare anche aneddoti della sua vita da architetto, dei suoi lavori in giro per il mondo e di quello che è esposto a Castiglioncello. Ed è partito dall’incontro con Mimmo Paladino quando fu realizzato a Napoli il Museo Madre, che per i primi anni di apertura, dopo il 2005, ha ospitato varie mostre sotto la direzione, fra gli altri, di Eduardo Cicelyn che nel catalogo della mostra al Castello Pasquini (in fase di stampa) firma un saggio critico (il secondo è di Flavio Arensi, presente nella sala insieme a Cicelyn).
“Con Mimmo, allora, realizzammo Napoli in Croce all’interno di un grande spazio. Fu un’esperienza di lavoro molto interessante - ha ricordato Fuksas - che abbiamo ripetuto successivamente in Umbria, a Foligno, per la chiesa di San Paolo Apostolo”. E anche Massimiliano ha ribadito il concetto della contaminazione reciproca del lavoro che in conseguenza di ciò è capace di acquistare maggiore incisività. I gioielli in argento portano le forme ideate dai Fuksas ma sono incisi con i tipici segni di Mimmo Paladino. Così come le superfici di alcuni tavoli che sono appoggiate su strutture progettate dai Fuksas. Ma il grande architetto si è soffermato anche su altri passaggi legati alle opere in mostra, cercando di svelare qualche curiosità sul suo essere “pittore” (“anche Doriana non vuole”) con riferimento, ad esempio, alle opere denominate Amburgo e seguite da un numero. Una storia che parte nella città tedesca (qui Fuksas ha realizzato alcuni interventi) dove, a più mani con altri grandi dell’architettura (fra cui Jean Nouvel), doveva essere portato avanti un progetto. Fu allora che Massimiliano - è una sintesi stringata del suo racconto - dipinse rapidamente su un lungo supporto di plastica, materiale utilizzato dagli architetti, un caos creativo poi sezionato in pezzi. E quei pezzi sono oggi esposti (salvo due) al Castello Pasquini.
“La scelta di portare in mostra segni di un grande studio di architettura e di un importante artista - hanno poi sottolineato e scritto nella brochure di sala i curatori della mostra Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia - nasce nel 2006 quando per la collezione Short Stories abbiamo invitato Mimmo Paladino e gli architetti Doriana e Massimiliano Fuksas a progettare oggetti di alto design ed edizione limitata a nove esemplari. In una sorta di entusiasmo creativo, alle volte era l’artista a portare un’idea poi sviluppata dagli architetti, come nel caso del Meflecto, quattro bassorilievi in fusione di alluminio di Mimmo trasformati dai Fuksas in tavoli dalle gambe pieghevoli che possono tornare ad essere appesi a parete come Paladino li aveva pensati. Oppure il percorso inverso, come per il candeliere in argento Architetti Illuminati e Artista, una struttura tubolare progettata dai Fuksas che sostiene triangoli arrotondati portacandele, il tutto poggiato su un largo nastro d’argento specchiante, un insieme delicato su cui Paladino è intervenuto con tre figure simboliche che rappresentano i progettisti e l’artista, una possibile installazione per una nuova città”.
Uno dei nuclei della mostra di Castiglioncello è poi rappresentato dagli scacchi, un nuovo progetto - in anteprima al Castello Pasquini - che ha visto anche la presenza d Gianfranco Pampaloni, argentiere a Firenze (l’aziende fu andata nel 1902 dal nonno), in cui si fronteggiano i personaggi disegnati gli uni dai Fuksas e gli altri da Paladino. “Questo lavoro - scrivono Campatelli e Pannocchia - si inserisce nella tradizione degli scacchi di grandi artisti, da Marcel Duchamp a Man Ray, da Max Ernst ad Alexander Calder, fino ai contemporanei come Yayo Kusama, caratterizzandosi per la “compresenza” dei tre autori sulla stessa scacchiera”.
“FUKSAS PALADINO. ARCHITETTI ILLUMINATI E ARTISTA”
2 aprile - 20 settembre 2026
Castello Pasquini, Piazza della Vittoria - Castiglioncello
Il percorso espositivo (visitabile fino al 20 settembre) si snoda nelle sale al primo piano del Castello.
Il biglietto. Le tariffe di accesso, cioè il biglietto di ingresso all’esposizione, sono di 10 euro per il biglietto intero e di 8 euro per il biglietto ridotto per residenti, under 30 e over 65, con gratuità fino a 10 anni.
Gli orari. La mostra “Fuksas Paladino. Architetti illuminati e artista”, sarà visitabile - come già detto sopra - dal 2 aprile al 20 settembre 2026. Gli orari saranno dal 2 aprile al 31 maggio: venerdì, sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 16 alle 20. Dal 1° al 30 giugno: venerdì, sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 18.30 alle 23. Dal 1° luglio al 20 settembre: tutti i giorni dalle 18.30 alle 23. Sono previste, in questo arco di tempo, alcune chiusure: nelle serate in cui ci sono gli appuntamenti dell’Armunia Castiglioncello Festival, e nei giorni 25 aprile; 22 - 23 e 30 maggio; 19 e 21 giugno; 19 luglio; 6 - 7 e 29 agosto; 5 settembre.
Rosignano Marittimo, 3 aprile 2026