Descrizione
Il Castello Pasquini si erge con la maestosità della facciata in stile medievale a cui si aggiungono flash di eclettismo, stagliandosi verso un cielo grigio che sembra promettere pioggia. Ci sono le merlature del tetto a disegnare il profilo a contrasto con le nubi. In un angolo della fotografia, in lontananza, si nota un ciuffo verde formato dalle chiome dei pini del parco, mentre alcuni cespugli in vaso definiscono la base della facciata e l’ingresso dello scalone sormontato da un arco. Sullo spigolo del Castello si protende un grifone in ferro battuto e poi, bellissimo nel contrasto con il color ocra dei mattoni della ottocentesca magione, ecco il profilo di un cavallo da scacchiera alto due metri, realizzato in marmo bianco di Carrara. La firma è quella di Massimiliano Fuksas, grande architetto, grande creativo, grande artista con la moglie Doriana. Una coppia geniale che sta per presentarsi proprio al Castello Pasquini con un altrettanto geniale artista, Mimmo Paladino.
Abbiamo scritto tre nomi, quelli dei protagonisti della seconda mostra che l’Amministrazione comunale del sindaco Claudio Marabotti ha messo in cantiere per riportare il Castello Pasquini su quella ribalta internazionale dell’arte che ha caratterizzato tante stagioni fino a un bel po’ di anni fa. Nell’autunno-inverno 2025-2026 il grande evento è stato quello (e lo è fino a domenica 11 gennaio, giorno di chiusura) della mostra “Fattori. Poesia e forza del bianco e nero” allestita nel 200mo anniversario della nascita dell’artista livornese. Una mostra affascinante e molto particolare, perché ha fatto scoprire al pubblico - che ha risposto con grande entusiasmo - il lato “grafico” di colui che è stato ed è il più famoso dei macchiaioli. Infatti nelle sale del Castello Pasquini di Castiglioncello sono state esposte 72 acqueforti che raccontano l’arte di Fattori sotto una luce diversa, e comunque funzionale al Fattori pittore della vita di campagna, dei buoi, dei cavalli, delle gabbrigiane, della esistenza faticosa dei contadini, ma anche il Fattori dei grandi campi di battaglia risorgimentali.
L’11 gennaio, come detto, la mostra chiude. Subito dopo si comincerà ad allestire la seconda mostra internazionale, intitolata semplicemente “Fuksas Paladino”: sarà inaugurata il prossimo 2 aprile e resterà aperta al pubblico fino al 20 settembre. Saranno cinque mesi e mezzo intensi per il Comune di Rosignano e il sindaco Marabotti sottolinea il grande orgoglio con il quale la sua Amministrazione “accoglie e presenta questa mostra”. Un evento che fa dialogare fra di loro Doriana e Massimiliano Fuksas, protagonisti della cultura visiva contemporanea, e Mimmo Paladino. Figure di statura internazionale - sottolinea Marabotti - accomunate da “una tensione costante verso la sperimentazione e da una capacità rara di attraversare linguaggi, discipline e confini espressivi”
Sono differenti gli ambiti nei quali, da sempre, operano Fuksas e Paladino, che “condividono una storia di collaborazione significativa, in particolare nel campo del design, dove il confronto tra forma, spazio e immaginazione - sottolinea ancora il sindaco Marabotti - ha dato vita a progetti di grande originalità”.
La mostra presenterà al pubblico opere di rilievo: dagli schizzi preliminari ai modelli originali delle architetture di Fuksas, strumenti preziosi per comprendere il processo creativo che precede la forma costruita e poi dalle grandi sculture ai modelli di scenografie di Mimmo Paladino, testimonianze di una ricerca artistica che continua a interrogare il rapporto tra spazio, simbolo e narrazione. “Un patrimonio di materiali - conclude il sindaco - capace di offrire al pubblico uno sguardo privilegiato sul ‘laboratorii’ degli autori”.
Il sindaco Marabotti ringrazia anche tutti colori che hanno reso possibile la realizzazione di questa esposizione: dall’Ufficio Cultura del Comune alla Fondazione Armunia, i curatori, i collaboratori e i partner “che hanno creduto in un progetto espositivo tanto ambizioso quanto necessario”.
“La scelta di portare in mostra segni di un grande studio di architettura e di un importante artista nasce nel 2006, quando per la collezione Short Stories abbiamo invitato Mimmo Paladino e gli architetti Doriana e Massimiliano Fuksas a progettare oggetti di alto design in edizione limitata a 9 esemplari” scrivono Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia, curatori della mostra di Castiglioncello. Nel 2006 il progetto fu presentato al Palazzo della Triennale di Milano, accompagnato dal volume “Mimmo Paladino, Doriana e Massimiliano Fuksas Short Stories 2006”. Ora i Fuksas e Paladino, vent’anni dopo, tornano a incontrarsi su un nuovo progetto pensato con l’argentiere fiorentino Gianfranco Pampaloni, ovvero una scacchiera dove i personaggi disegnati dai Fuksas fronteggiano quelli modellati da Paladino.
Nella mostra al Castello Pasquini saranno esposte opere della collezione Short Stories 2006, gioielli e maquettes di grandi architetture, opere pittoriche, scenografie, tele, mobili e sculture, e gli scacchi in argento visibili in anteprima. Nel catalogo di Forma Edizioni, oltre ad uno scritto del 2006 di Gillo Dorfles, raccontano le opere e il percorso artistico il critico d’arte Flavio Arensi e il giornalista e critico d’arte contemporanea Eduardo Cicelyn.