Descrizione
L’allestimento della mostra è terminato mentre comincia il vero conto alla rovescia che porterà il 2 aprile 2026 all’apertura di “Fuksas Paladino”, un percorso artistico di grande bellezza nelle sale al primo piano del Castello Pasquini di Castiglioncello. Il taglio del nastro sarà alle ore 17 - presenti gli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas - durante una cerimonia che vedrà la partecipazione del sindaco Claudio Marabotti, dell’assessore alla cultura Giulio Rotelli, degli altri assessori che compongono la Giunta, dei curatori Stefania Campatelli e Flavio Pannocchia, dello staff dell’Ufficio cultura del Comune di Rosignano Marittimo che ha seguito passo passo il lungo percorso che ha portato alla realizzazione di questo evento, promosso proprio dal Comune in collaborazione con Fondazione Armunia (quest’ultima coinvolta in particolare per quanto riguarda la parte tecnica relativa all’esposizione).
Comunque qualcosa - anche se il contenuto della mostra è ancora da svelare - si può intuire passeggiando nel parco del Castello Pasquini. Infatti, nella grande aiuola disegnata dal prato e dalle piante di bordura sulla spianata di fronte alla facciata che guarda il mare, già da alcuni giorni si eleva lo snello profilo del cavallo nero (titolo dell’opera Zenit 3) di Mimmo Paladino che volge lo sguardo verso l’orizzonte marino interrotto qua e là dalla sommità delle chiome dei pini della Pineta Marradi.
Un piccolo assaggio, dicevamo, di quello che prossimamente le sale del castello mostreranno ai visitatori. L’esposizione accoglie un nucleo della collezione Short Stories 2006 tra cui Island, gioielli in argento dei Fuksas con incisioni di Mimmo Paladino, alcune maquettes di grandi architetture dei Fuksas e alcune opere pittoriche, oltre a scenografie, tele, mobili e sculture di Mimmo Paladino e gli scacchi in argento (fusi dall’argentiere Pampaloni di Firenze) esposti in anteprima e disegnati dai protagonisti dell’evento.
Già dalla fase di allestimento, sotto il segno di luci che colgono alla perfezione l’essenza delle opere, si è potuto cogliere l’anima di una mostra capace di produrre forti emozioni al visitatore che spazierà dalla visione dell’arte “pura” di Paladino, fra ceramiche, mosaici, strutture sceniche e tele dipinte, all’arte “architettonica” dei Fuksas. Di particolare impatto la Nuvola e La Linea, ovvero l’idea per una città nel deserto.
Sono differenti gli ambiti nei quali, da sempre, operano Fuksas e Paladino, che condividono però “una storia di collaborazione significativa, in particolare nel campo del design, dove il confronto tra forma, spazio e immaginazione - ha sottolineato il sindaco Claudio Marabotti - ha dato vita a progetti di grande originalità”.
Nel catalogo di Forma Edizioni, oltre ad uno scritto del 2006 di Gillo Dorfles, raccontano le opere e il percorso artistico il critico d’arte Flavio Arensi e il giornalista e critico d’arte contemporanea Eduardo Cicelyn.
L’esposizione della primavera-estate 2026 al Castello Pasquini apre quindi “un’importante finestra sull’arte contemporanea” si legge nella delibera fra Comune e Fondazione rispondendo alle linee di indirizzo dell’attuale Amministrazione comunale, che prevede una ripresa delle grandi mostre nella struttura di Castiglioncello, uno dei poli culturali del territorio. Un vero e proprio rilancio delle politiche culturali - partito già la scorsa estate con la mostra di Mauro Biani e proseguito poi nell’autunno - inverno con quella delle acqueforti di Giovanni Fattori nel 200mo anniversario della nascita - “quale leva strategica di attrazione, comunanza, crescita e aggregazione”.
L’occasione di questa esposizione, dopo la chiusura, permetterà anche di arricchire il patrimonio culturale in senso oggettivo: sono state infatti realizzate due riproduzioni dei modelli di Fuksas denominati Re e Regina di Scacchi alte due metri, modellate in antropomorfo su EPS HD polistirene espanso con resinatura poliuretanica indurente e verniciatura che, al termine della mostra, rimarranno di proprietà dell’Amministrazione.
Il 12 marzo 2026, con la delibera n. 75, è stata definita la disciplina dei rapporti tra Comune e Fondazione Armunia per la co-progettazione e co-realizzazione della mostra per una somma di poco superiore ai 161mila euro (capitolo trasferimenti a Fondazioni).
Le tariffe di accesso, cioè il biglietto di ingresso all’esposizione, saranno di 10 euro il biglietto intero e di 8 euro il biglietto ridotto per residenti, under 30 e over 65, con gratuità fino a 10 anni: tali proventi - specifica la delibera - saranno introitati direttamente dalla Fondazione Armunia, quale ente gestore, per essere destinati integralmente alla copertura degli oneri previsti nel piano economico dell’evento.
La mostra, dopo l’inaugurazione del 2 aprile 2026, resterà aperta fino al 20 settembre. Sarà possibile visitarla tutti i giorni nel periodo estivo, mentre nel periodo primaverile il calendario sarà ristretto ai fine settimana (i dettagli saranno resi noti a breve). Durante l’estate è prevista la chiusura nelle serate in cui si svolgeranno gli eventi inseriti nel cartelloned ella programmazione dell’Armunia Castiglioncello Festival.