GIORNO DELLA MEMORIA 2026, I BAMBINI E LE BAMBINE DELLA SCUOLA PRIMARIA APPLAUDONO IL FILM D’ANIMAZIONE “LA BICICLETTA DI BARTALI”. L’INCONTRO CON IL REGISTA ENRICO PAOLANTONIO DOPO LA PROIEZIONE AL T...

SONO INTERVENUTI ANCHE IL SINDACO MARABOTTI, PAOLO COTZA E SARA MEINI DEL CENTRO STUDI COMMEDIA ALL’ITALIANA, E FEDERICA PANNOCCHIA DI “UN PONTE PER ANNE FRANK”
Data:

28/01/2026

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  • Comunicato stampa
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Hanno prima interagito con Federica Pannocchia dell’Associazione Un Ponte per Anne Frank, mostrando di conoscere bene la storia della bambina ebrea che per mesi, in Olanda, riuscì insieme alla sua famiglia a sfuggire ai nazisti, fino poi all’arresto e alla deportazione nel campo di sterminio di Bergen Belsen dove morì tra febbraio e marzo del 1945. Non aveva ancora compiuto 16 anni. Ma nonostante la giovane età Anne Frank ci ha lasciato un diario scritto mentre era nascosta con i familiari. Una testimonianza che è diventata un simbolo della Shoah. Poi, dopo la proiezione del film “La bicicletta di Bartali”, al regista Enrico Paolantonio hanno fatto tantissime domande. Questa pellicola è stata scelta nell’ambito di Lanterne Magiche per la Giornata della Memoria 2026 promossa dal Comune di Rosignano Marittimo, anche in collaborazione con il Centro Studi Commedia all’italiana di Castiglioncello. Un lungometraggio adatto per bambini della scuola primaria. Erano oltre cento in platea, più i loro insegnanti, anche se a causa del maltempo c’è stata qualche defezione. 

La proiezione, introdotta da Sabina Meini del Centro Studi, è stata preceduta anche da un breve intervento di Claudio Marabotti, sindaco del Comune di Rosignano Marittimo, che era intervenuto al Teatro Solvay anche la mattina di martedì 27 gennaio, data esatta del Giorno della Memoria, per la proiezione di “Berlino, estate ’42” riservata agli studenti delle scuole superiori del territorio.I più piccoli hanno applaudito più volte “La bicicletta di Bartali” ed hanno mostrato un grandissimo interesse. “Dopo i titoli di coda del film animato, con il regista Enrico Paolantonio siamo scesi in platea e i bambini e le bambine hanno letteralmente fatto mille domande - ha sottolineato Paolo Cotza del Centro Studi - Volevano sapere se era una storia vera oppure no, erano interessati a capire come si fa a girare un film di animazione, e  molto altro”. Il regista Paolantonio è rimasto entusiasta dell’interesse dei piccoli della primaria che, come detto, hanno molto apprezzato questa storia e questo film che nasce da un’idea di Israel Cesare Moscati, scomparso durante la lavorazione (durata circa tre anni) del quale aveva scritto anche la sceneggiatura insieme a Marco Beretta.

“La bicicletta di Bartali” è una pellicola che parla ai giovani, ma anche agli adulti, seguendo l’idea e la convinzione che l’amicizia riesce ad abbattere i muri. La storia di “La bicicletta di Bartali” parte da Gerusalemme ed è quella di due ragazzi, l’ebreo David e l’arabo Ibrahim. Sono ciclisti e sono animati da rivalità. Ma il nonno di David possiede un “oggetto” che va oltre la rivalità e la voglia di primeggiare. Quell’”oggetto” è, appunto, la bicicletta di Bartali. Ovvero il grande campione toscano Gino Bartali (Ponte a Ema,1914 - Firenze, 2000), che rivaleggiò con Fausto Coppi. Un ciclista, ma anche un uomo che durante la seconda guerra mondiale, fra il 1943 e il 1944, non esitò a mettere a repentaglio la propria vita per salvare quella di tanti ebrei perseguitati e nascosti che avevano bisogno di documenti falsi per poter avere la tessera alimentare e non incappare in qualche retata messa in atto dai nazifascisti.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 28/01/2026 14:36

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