Descrizione
L’estate sta arrivando e con essa sarà prolungato anche l’orario di apertura della mostra “Fuksas Paladino. Architetti illuminati e artista”. Infatti dal 1° luglio (e fino al 20 settembre, ultima data utile per visitare l’esposizione) le sale del Castello Pasquini di Castiglioncello (primo piano) resteranno aperte ai visitatori tutti i giorni dalle 18.30 alle 23. Durante il periodo estivo ci saranno alcune chiusure: nelle giornate in cui ci saranno gli spettacoli dell’Armunia Castiglioncello Festival, il 19 luglio, il 6 - 7 e 29 agosto, il 5 settembre. Nel mese di giugno, invece, la mostra - promossa del Comune di Rosignano Marittimo con Fondazione Armunia e il sostegno di Fondazione Livorno - sarà visitabile tutti i venerdì, sabato e domenica, più prefestivi e festivi, dalle 18.30 alle 23, con chiusura il 19 e 21 giugno.
Nel frattempo c’è da registrare la novità del catalogo “Paladino Fuksas” che da questo fine settimana è in vendita (25 euro) presso il bookshop del Castello Pasquini. Si tratta di un volume - che riporta anche interventi del sindaco Claudio Marabotti e dell’assessore alla cultura Giulio Rotelli - nel quale già dalle prime pagine si viene letteralmente rapiti dallo scorrere delle immagini che “raccontano” le opere esposte nelle sale e all’esterno del Pasquini, dove in mezzo alle aiuole svetta la linearità del cavallo di Mimmo Paladino, ovvero l’opera Zenith 3 (2022) in vetroresina, ferro e acciaio. Un gigantesco cavallo che guarda verso l’infinito del mare e invita ad una sosta e ad una riflessione, prima di varcare il portone d’ingresso del castello e salire le scale per cominciare la full immersion nell’arte, nel design, nell’architettura, nei colori, nelle luci, nei frammenti fino ai guizzi scintillanti dell’argento. Un percorso inebriante - attraverso le otto sale - che va a comporre una esposizione in cui le genialità di Massimiliano e Doriana Fuksas e Mimmo Paladino si fondono in una creatività contemporanea e in un immaginario artistico senza eguali.
Scrive Flavio Arensi, critico d’arte: “Paladino può essere inteso come un pittore architetto, mentre Fuksas appare come un architetto che ricorre alla tela per deflagrare la concretezza dei volumi costruiti, che sono qui ancora più impalpabili. Se dovessi scrivere una immaginifica Storia peripatetica dell’architettura, parlando di Fuksas metterei in evidenza il suo modo di dispiegarsi nel campo fisico, quella capacità di guidare i corpi nello spazio con un movimento continuo e armonioso, simile alla risacca che accompagna la spuma sulla spiaggia, lasciandola scivolare entro un ambiente aperto e integrato (integrante). Di Paladino, al contrario, conosco l’esperienza diretta dell’incedere fra le semioscurità delle sculture dell’Hortus Conclusus di Benevento, dell’entrare nella chiesetta domestica di Paduli (luogo di nascita dell’artista, ndr), severa ed esposta al clima, come nell’abbazia di San Galgano, in un bianco riflesso che rimanda alla pietra delle basiliche pugliesi”.
Molti anni fa Gillo Dorfles, siamo alla Triennale di Milano del 2006, nel breve saggio “Short Stories”, parlò di una singolare “atmosfera plastica spaziale” riguardo alla mostra dedicata “a oggetti di arredo e gioielli prodotti in nove esemplari ad opera degli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas e del pittore - scultore Mimmo Paladino”. Una mostra - Short Stories 2006 - con l’allestimento di Flavio Pannocchia e Stefania Campatelli (curatori dell’esposizione in corso al Castello Pasquini) in cui, scriveva ancora Dorfles, “Chi si fosse addentrato nella sala espositiva avrebbe avvertito subito, da un lato la vivace fantasia che caratterizza tante realizzazioni dei Fuksas (questa volta estesa a gioielli e oggetti) dall’altro, avrebbe subito individuato in alcuni dei mobili e degli oggetti la mano di Paladino: la sottigliezza dei suoi simulacri mitici, la contrapposizione tra rigorismo competitivo e libertà iconografica nelle teste allungate dei suoi eroi”.
Ma torniamo alle immagini del catalogo di Forma Eizioni con le fotografie di Pietro Savorelli e Associati. Scorrendo le pagine si palesano quasi in maniera tridimensionale le opere esposte dove architettura, arte e design si fondono, per arrivare agli affascinanti scacchi in argento (Collezioni Archivio Pampaloni) realizzati nel 2025 e infine ai gioielli Island, tutte opere create d Massimiliano e Doriana Fuksas e da Mimmo Paladino.
Dalla Nuvola (Fuksas) a Labyrinthus (Paladino), dalle pennellate di Amburgo (serie di Fuksas) al Cappotto di Sancho (Paladino), dalle torri avveniristiche (Fuksas) a Scacco al Re (Paladino)… Il viaggio ci porta ad ammirare mondi artistici diversi, mutevoli, eccentrici.
Nel breve saggio di Eduardo Cicelyn intitolato “Ciò che resta e ciò che accade”, si legge: “Come due solisti che improvvisano su partiture diverse nella stessa arena visiva. Massimiliano Fuksas e Mimmo Paladino dispongono di un piccolo esercito di presenze che si guarda di sbieco, che si sfiorano senza fondersi, Entrambi, l’artista e l’architetto, al lavoro su una soglia pericolosa: non soltanto quella tra arte e architettura, ma quella più radicale, tra opera e gesto, tra figura e scena, tra ciò che resta e ciò che accade”.
La chiusura del catalogo è affidata, come l’apertura, al cavallo di Paladino. Questa volta è notte, il profilo del Castello Pasquini disegna il blu del cielo, i quattro archi della loggia sono illuminati e la luce sfiora il profilo del cavallo. Il viaggio fra arte, design e architettura termina qui. Mentre l’oscurità della notte invita a riflettere su quello che abbiamo appena visto e quello che ancora vorremmo vedere.
“FUKSAS PALADINO. ARCHITETTI ILLUMINATI E ARTISTA”
2 aprile - 20 settembre 2026
Castello Pasquini, Piazza della Vittoria - Castiglioncello
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Il biglietto. Le tariffe di accesso, cioè il biglietto di ingresso all’esposizione, sono di 10 euro per il biglietto intero e di 8 euro per il biglietto ridotto per residenti, under 30 e over 65, con gratuità fino a 10 anni.
Gli orari. La mostra “Fuksas Paladino. Architetti illuminati e artista”, sarà visitabile - come già detto sopra - dal 2 aprile al 20 settembre 2026. Gli orari saranno dal 2 aprile al 31 maggio: venerdì, sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 16 alle 20. Dal 1° al 30 giugno: venerdì, sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 18.30 alle 23. Dal 1° luglio al 20 settembre: tutti i giorni dalle 18.30 alle 23. Sono previste, in questo arco di tempo, alcune chiusure: nelle serate in cui ci sono gli appuntamenti dell’Armunia Castiglioncello Festival, e nei giorni 25 aprile; 22 - 23 e 30 maggio; 19 e 21 giugno; 19 luglio; 6 - 7 e 29 agosto; 5 settembre.