IL VIVAIO CIRCOLARE, L’AMBIENTE E IL NOSTRO FUTURO PROSSIMO. IL PROGETTO PAULOWNIA PRESENTATO A SCAPIGLIATO. TANTI INTERVENTI, FRA CUI QUELLO DI STEFANO MANCUSO, SCIENZIATO DI FAMA MONDIALE

E QUELLO DI PIERA LEVI-MONTALCINI PRESIDENTE DELLA LEVI-MONTALCINI FOUNDATION. L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE E ALL’ECONOMIA CIRCOLARE DAVID BARONTINI: “LA POLITICA DEVE AVERE IL CORAGGIO DI SPERIMENTARE”
Data:

20/10/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Ad accogliere i partecipanti all’evento “Il vivaio circolare” organizzato da Scapigliato c’erano molte piante di Paulownia, che stanno crescendo in grandi vasi di colore grigio fabbricati con l’utilizzo di granuli che derivano al 100% da materiale riciclato e riciclabile. Quella di martedì 20 ottobre 2026 - si intuisce già dal titolo - è stata una giornata nel corso della quale sono stati messi in relazione economia circolare, ricerca e biodiversità, con protagonisti, appunto, 1.100 esemplari di Paulownia che saranno messi a dimora sul territorio. Molti i pregi di questa pianta, come descritto dalle immagini proiettate su due grandi schermi: aiuta gli impollinatori e la biodiversità; fa ombra nelle città su strade ed edifici (grazie alle grandi foglie dalla forma caratteristica); assorbe l’anidride carbonica; rigenera i suoli; e inoltre è resiliente ai cambiamenti climatici. 

“Se un sindaco mettesse oggi a dimora una pianta di Paulownia nel giro dei cinque anni di mandato avrebbe a disposizione dei grandi alberi” ha sottolineato Stefano Mancuso, docente all’università di Firenze, neuroscienziato di fama mondiale (direttore dell’International Laboratory of Plant Neurobiology), la cui start-up universitaria PNAT è stata riconosciuta da Forbes fra le più influenti del 2026 per le soluzioni urbane basate sulla natura, capaci di combattere il cambiamento climatico.

“La Paulownia è la pianta di cui l’ambiente ha bisogno: cresce veloce - spiega ancora Mancuso - ha una grande superficie fogliare per cui produce molta ombra e quindi raffresca. In alcune città viene normalmente messa a dimora - prosegue - ma altre per quanto riguarda il verde pubblico hanno regolamenti stringenti nei quali sono inserite varie piante ma non a Paulownia. Certi regolamenti, infatti, risalgono a  molti anni fa quando non si parlava ancora, o quasi, di riscaldamento terrestre, per cui oggi andrebbero aggiornati”.

Stefano Mancuso è stato poi protagonista di un intervento con il quale, in termini comprensibili anche ai non addetti ai lavori, ma seguendo fermamente il filo della scienza, ha spiegato molte cose sull’aumento della CO2, l’anidride carbonica, e del riscaldamento globale. “Sono nato nel 1965 e all’epoca la CO2 nell’aria era di 320 parti per milione. Cinquant’anni prima le parti per milione erano 280". Un valore che è stato stabile per circa 6mila anni mentre ai tempi di Lucy, esempio di australopiteco di sesso femminile, morta cadendo da un albero circa 3,2 milioni anni fa, le ppm erano circa 400. "Oggi, invece, la presenza di CO2 è pari a 427 parti per milione. Una crescita avvenuta e che avviene in maniera esponenziale, prodotta dalle attività umane” ha indicato lo scienziato. Nel suo intervento Mancuso ha citato il matematico francese Fourier che già nella prima metà dell’Ottocento ebbe l’intuizione che l’atmosfera terrestre possa agire come una serra, trattenendo il calore e impedendone la totale dispersione nello spazio, ma ha citato anche la scienziata statunitense Eunice Newton Foote (nata in Connecticut  nel 1819) che sperimentò, con l’utilizzo di cilindri in vetro, l’effetto del riscaldamento della luce solare su diversi gas, teorizzando che modificando la proporzione della CO2 nell’atmosfera si modifica la temperatura. 

Ma oggi che cosa stiamo facendo? si è chiesto Mancuso. “Molto poco”, la risposta. Ha quindi parlato dell’aumento delle temperature nelle nostre città rispetto agli anni Sessanta del Novecento - più 3.5 gradi - e ha osservato che certe popolazioni nel futuro dovranno spostarsi dai loro luoghi di origine perché non potranno più vivere dove sono nati a causa dell’aumento delle temperature. “È stupido che la specie umana pensi solo a piccoli palliativi - ha indicato Mancuso - mentre il problema è enorme. E anche se oggi potessimo spegnere l’interruttore e stoppare le emissioni di CO2, l’inerzia chimica porterebbe alla crescita dell’anidride carbonica per altri 40 anni. Il 2070 sembra un futuro lontano, ma non è così. E purtroppo noi umani non ragioniamo in termini di sopravvivenza futura della specie, non si pensa a cosa potrà accadere. Eliminare le emissioni di CO2 è imperativo”. Ci vogliono, per questo, anche molti alberi. Se in passato se ne fossero piantati alcuni miliardi, oggi avrebbero riassorbito il 40% della CO2 dell’intero pianeta.

La mattinata a Scapigliato si era aperta con il saluto di Claudio Marabotti, sindaco di Rosignano Marittimo (Scapigliato è una società in house di cui il Comune detiene l’83,5%) il quale ha sottolineato quanto “il verde, e lo dico da medico, abbia effetti postivi sulle persone”.

“L’esposizione al verde in ambienti urbani - ha indicato Marabotti - ha effetti positivi su parametri oggettivi e misurabili quali ad esempio colesterolo, diabete e pressione arteriosa, a differenza di quanto accade in ambienti urbani grigi e cementificati”. Ed ha citato la regola del 3 - 30 - 300: “Da ogni casa si dovrebbero vedere 3 alberi, il 30% dei quartieri dovrebbe essere a verde, e ogni abitazione dovrebbe stare a 300 metri da un parco pubblico”.

Successivamente ha preso la parola Francesco Girardi, amministratore unico di Scapigliato, il quale ha spiegato lo schema del progetto del vivaio di Paulownie nell’ambito del più grande progetto di trasformazione  dell’azienda in un polo del recupero e del riciclo. 

Marcello Merlino, esperto di ambiente ed energia, fondatore di Paulownia4Planet e co-fondatore di Paulownia Piemonte, all’evento di Scapigliato ha avuto sia il ruolo di relatore che di moderatore. In uno dei suoi interventi ha evidenziato che le Paulownie sembrano, con la loro altezza, “soldati dell’ambiente”, pronte a proteggerlo. Ha evidenziato come molti degli oltre mille esemplari del “vivaio circolare” presentino le gemme che durante la bella stagione diventeranno fiori. Ha poi indicato che le piante di Scapigliato presentano tutte alla base un taglio tecnico per farle crescere in altezza.

L’amministratore unico di Scapigliato ha quindi aperto un focus sul fatto che nell’ambito del nuovo piano industriale, chi porterà i rifiuti - per compensare la CO2 - dovrà acquistare una pianta di Paulownia per compensare l’impatto del trasporto.

Piera Levi-Montalcini, presidente della Levi-Montalcino Foundation, che alcune settimane fa ha premiato l’ingegnere Francesco Girardi a Roma, ha indicato come fra gli scienziati di livello mondiale, nell’ambito dell’iniziativa Scienziati in Parlamento, ve ne siano molti che si occupano di ambiente. “Zia Rita Levi-Montalcini ha rivoluzionato la ricerca scientifica - ha ricordato al microfono - con il nostro lavoro cerchiamo di mettere una piccola goccia per poter avere un mondo migliore. Spero tanto che possiamo riuscire a fare questo”. 

Ha poi citato una frase della zia - “l’imperfezione è quello che ci aiuta a migliorare” come anche la “perseveranza” -  ed ha affermato la necessità di superare e cambiare questo “mondo manomesso”: per fare questo è necessario “mettere insieme ricercatori di tutti i settori”. Ha quindi parlato di come la Fondazione cerchi di incentivare i ragazzi e le ragazze ad essere ambiziosi e ad impegnarsi. “Un giorno un bambino mi ha rivolto una domanda - ha proseguito la presidente - alla quale ho risposto affermando che io faccio l’ape, raccolgo le idee, e cerco di impollinare gli altri”. Nell’ambito della mattinata a Scapigliato è stato consegnato il conio della Fondazione a Stefano Mancuso e anche ad altri partecipanti.

L’assessore regionale all’ambiente, all’economia circolare e alle bonifiche David Barontini ha poi posto l’accento sull’importanza della parola “rigenerare”, che vuol dire restituire valore a ciò che si è consumato. Per cui l’economia circolare riducendo il consumo va a creare al tempo stesso nuovo sviluppo, mettendo in relazione la ricerca scientifica, il territorio e il suolo. “La politica deve avere il coraggio di sperimentare - ha affermato - e di verificare scientificamente i risultati”. Ha sottolineato poi che bisogna guardare al futuro, ma senza scorciatoie. “Il dono di alcune piante di Paulownia alle scuole del territorio di Rosignano - ha detto ancora Barontini - serve a far capire che l’ambiente non è materia astratta. La vera sfida è lo sviluppo che crea valore senza scaricare costi sull’ambiente e sulle generazioni future”.

Al microfono dell’evento si sono quindi alternati Albino Angeli, presidente della Sezione legno di Confindustria Trento e amministratore delegato di Xiam Dolomiti (ha parlato della scelta della Paulownia e della ricerca scientifica su di essa per realizzare un super timber utile per la costruzione di case ed edifici in legno); Francesco Drosera della direzione agricoltura e sviluppo rurale della Regione Toscana; Aldo Repeti, responsabile del progetto Vivaio Circolare (nel suo intervento ha citato l’impegno dello staff composto da Cristiano Bertini, Riccardo Accordino e da altro personale di Scapigliato); Nicola Ciolìni presidente di Revet (ha parlato a proposito dei vasi di riciclo utilizzati per il vivaio della Paulownia). Erano presenti, per il Comune di Rosignano Marittimo, anche alcuni assessori fra cui Susanna Masoni (che si occupa anche di verde pubblico), Cristina Santinelli e Giacomo Cantini.

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Ultimo aggiornamento: 20/10/2026 22:56

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