Descrizione
Il Consiglio comunale dei ragazzi si è riunito nella sala auditorium di Piazza del Mercato a Rosignano Solvay per una serie di riflessioni alla vigilia della Festa della Toscana che “cade” domenica 30 novembre. Una data importante che ricorda la riforma leopoldina del 1786, anno in cui fu abolita la pena di morte e la tortura in Toscana - primo Stato al mondo - dal Granduca Pietro Leopoldo a cui è dedicata una mostra documentaria promossa dal Comune di Rosignano Marittimo e dal Museo Civico Palazzo Bombardieri attualmente allestita nelle sale storiche al piano terreno dell’ex fattoria arcivescovile al Castello. La Festa della Toscana è stata poi istituita con la legge regionale n. 26 del 21 giugno 2001.
Nel corso del Consiglio comunale dei ragazzi, gli studenti e le studentesse delle medie Dante Alighieri e delle medie Giovanni Fattori che ne fanno parte, presente il sindaco Claudio Marabotti, l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili Giulio Rotelli e la presidente del Consiglio comunale Ilaria Burresi, si sono confrontati con i concetti di libertà ed eguaglianza tra tutte le persone, donne e uomini, e con i diritti degli individui all’interno della comunità (come il diritto di essere trattati davanti alla legge in modo uguale). Ma si è parlato anche di libertà fondamentali come il pensiero, la religione, la parola, la facoltà di associazione, facendo riferimento anche ad un evento che ci sarà a Rosignano Solvay, organizzato dal Comune, la mattina del 2 dicembre, quando verrà scoperta nei giardini di Piazza S. Teresa una scultura di Franca Frittelli dedicata a Giacomo Matteotti. Un socialista, un parlamentare, un uomo libero, convinto delle proprie idee, e per questo ucciso dai fascisti nel 1924. La riflessione ha riguardato anche il diritto al lavoro, il diritto all’assistenza e il diritto all’educazione, ovvero i diritti economici, sociali e culturali che sono - insieme agli altri - alla base della democrazia. Diritti a cui siamo abituati e che dobbiamo difendere in quanto non bisogna mai dare per scontato (e la la storia ce lo insegna) che siano acquisiti per sempre.