L’ALBERO DELLA PACE È ARRIVATO. È NATO DAI SEMI DI UN A PIANTA DI BAGOLARO SOPRAVVISSUTA ALLA BOMBA ATOMICA CHE DISTRUSSE HIROSHIMA NELL’AGOSTO DEL 1945

È STATO CONSEGNATO ALL’ASSESSORA SUSANNA MASONI DA TIZIANA VOLTA CORMIO DELL’ASSOCIAZIONE MONDO SENZA GUERRE E SENZA VIOLENZA
Data:

09/02/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

La piccola pianta di bagolaro è arrivata a destinazione, con la consegna da parte di Tiziana Volta Cormio dell’associazione Mondo senza Guerre e senza Violenza a Susanna Masoni, assessora al bilancio e al verde pubblico del Comune di Rosignano Marittimo. Masoni ha preso in custodia quella che dovrà diventare un albero che al di là della specie, assumerà un grande valore simbolico, come testimonianza di pace. Un vero “albero della pace” che sarà monito contro le guerre nucleari, e simbolo di rinascita e di speranza. Questo piccolo bagolaro è infatti un hibakujumoku, parola giapponese composta da hibaku (被爆), ovvero “bombardato, esposto a radiazione nucleare”, e jumoku (樹木), che significa “albero” o “bosco”. È nato dai semi derivanti dagli alberi che sopravvissero e cominciarono nuovamente a germogliare vicino al punto di impatto della bomba atomica che un aereo americano sganciò su Hiroshima il 6 agosto del 1945. Una esplosione nucleare che annientò una città e un popolo.

Il bagolaro affidato al Comune di Rosignano Marittimo sarà prossimamente messo a dimora in un luogo simbolico del nostro territorio. Su una targhetta che indicherà la specie e la sua storia (probabilmente saranno inseriti anche gli ideogrammi delle parole hibaku e jumoku) verranno riportati anche loghi delle associazioni Mondo senza Guerre e senza Violenza e di PEFC Italia. 

Ecco a seguire una riflessione di Tiziana Volta Cormio di Mondo senza Guerre e senza Violenza e di Antonio Brunori di PEFC Italia (Programme for Edorserment of Forest certificato schemes: si tratta di un sistema internazionale di certificazione forestale indipendente senza scopo di lucro). Il tema è quello della storia dell’eredità verde di Hiroshima.

“Il bombardamento atomico del 6 agosto 1945 uccise un terzo dei cittadini di Hiroshima. I sopravvissuti temevano che nella città in rovina non sarebbe cresciuto nulla per decenni. Tuttavia, le nuove piantine che germogliavano in quel paesaggio desolato divennero simboli di speranza, incoraggiando i sopravvissuti a ricostruire. Oltre 160 alberi, di più di 30 specie, situati nel raggio di 2 chilometri dall'ipocentro della bomba atomica, sono ufficialmente registrati come “hibakujumoku” (dal giapponese, alberi bombardati) dalla città di Hiroshima. Curati con amore nel corso degli anni da autorità, botanici, gruppi di cittadini e singoli individui, ogni hibakujumoku è identificato da una targhetta. I coraggiosi hibakujumoku continuano a fiorire, a dare frutti e a testimoniare.

Ispirato dagli sforzi di altri cittadini per distribuire semi e alberelli in tutto il pianeta, Green Legacy Hiroshima (GLH) è stato fondato nel luglio 2011, con il sostegno dell'Ufficio di Hiroshima dell'Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (UNITAR), ANT-Hiroshima Office, e di altre persone dedicate. Nel luglio 2012, la Green Legacy Hiroshima Initiative è stata consolidata come organizzazione di volontariato secondo la legge giapponese e nel 2014 è stata registrata come Progetto del Futuro Patrimonio (Mirai-Isan) dalla Federazione Nazionale delle Associazioni dell'UNESCO in Giappone. Oltre ad ANT-Hiroshima e all'Ufficio UNITAR di Hiroshima, i membri del Gruppo di lavoro GLH includono la città di Hiroshima, i Sindaci per la Pace, l'Orto Botanico di Hiroshima, l'Università di Hiroshima e la Prefettura di Hiroshima.

In Italia dopo qualche anno di sperimentazione date le difficoltà nella germinazione fino al 2019, i semi sono stati spediti a Mondo senza Guerre e senza Violenza (Castenedolo, in ptovincia di Brescia), messi a dimora dai bimbi della Scuola Primaria di Comerio (nei pressi di Varese) e seguiti per i primi due anni dall’associazione amatoriale Utopia Tropicale.

Dalla primavera 2020, la raccolta dei semi è coordinata per l’Italia dal PEFC Italia, grazie ad un accordo sviluppato da PEFC Italia con il Dipartimento di Scienza Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia. Il PEFC Italia e l’Associazione Mondo senza Guerre e senza Violenza propongono come testimonial gli hibakujumoku, veri “Alberi della pace” come testimoni di capacità di ripresa e di rigenerazione, ma anche come elemento di riflessione per due visioni dello stesso episodio: il pericolo rappresentato dalle armi di distruzione di massa, e il carattere sacro dell’umanità e della Natura. Ogni anno verranno affidati questi speciali Alberi di Pace dopo un'attenta selezione da parte di una particolare commissione delle varie richieste di affidamento ricevute. La Pace va coltiva giorno dopo giorno, come questi preziosi Testimoni ci insegnano”.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 09/02/2026 11:50

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