Descrizione
La sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta una priorità assoluta. Dietro ogni infortunio, dietro ogni vita spezzata o segnata da conseguenze permanenti, ci sono persone con famiglie che a loro volta vengono devastate dalla tragedia e dal dolore, insieme alle comunità nelle quali vivono. “È quindi un dovere morale e civile continuare a investire nella prevenzione, nella formazione e nella diffusione di una cultura della sicurezza, a partire dalle giovani generazioni e quindi dalle scuole” afferma l’assessore Giacomo Cantini che ha partecipato a Livorno alla 76ma Giornata per le vittime del lavoro promossa dall’ANMIL. “Una giornata importante - prosegue Cantini - che offre un contributo fondamentale per mantenere alta l’attenzione sulle tematiche della sicurezza che riguardano l’intera società e per promuovere una maggiore consapevolezza della necessità di tutelate la salute e la sicurezza di ogni lavoratore”. L’assessore Cantini ricorda quindi la tragedia accaduta solo pochi mesi fa - era il 5 giugno 2026 - Faouzi Marweni, 34 anni, morto per una caduta mentre stava lavorando. Ha lasciato moglie e un figlio di appena 3 anni. “Non si può mai abbassare la guardia - ha proseguito l’assessore - occorre consapevolezza e conoscenza, bisogna investire nella formazione e diffusione della cultura della sicurezza partendo dalle giovani generazioni e quindi dai ragazzi che frequentano la scuola, per far capire che il lavoro deve essere sempre luogo di dignità, realizzazione e crescita, e mai causa di sofferenza o di perdita della vita”.
Nel corso della 76ma Giornata per le vittime del lavoro, a Livorno - dove era presente anche il Comune di Rosignano Marittimo - è stata inaugurata una panchina bianca (offerta da un’azienda di Carrara) di fronte alla Fortezza Vecchia”.
È seguito poi un corteo e nella sala del Consiglio Comunale di Livorno le autoritàhanno fatto il punto sui dati relativi alle denunce di infortuni e malattie professionali. Era presente Giovanni Diamanti, presidente ANMIL territoriale, che ha puntato l’attenzione sull’istituzione della fattispecie autonoma del reato di omicidio sul lavoro.
Per quanto riguarda il territorio della Provincia di Livorno, il raffronto fra i dati del periodo gennaio-luglio del 2026 con i dati dell’analogo periodo del 2025 vede una crescita del 3,5 % degli infortuni (2.593 saliti a 2.684). Gli infortuni mortali denunciati (stesso periodo) sono stati sei in tutta la provincia labronica, mentre l’anno precedente erano stati sette. Le malattie professionali denunciate nel 2025 erano state 1.497, salite a 1.726 nel 2026 (variazione del più 15,3%).