L’ASSESSORE GIACOMO CANTINI E IL COMPARTO AGRICOLO: “NESSUNO PUÒ AFFRONTARE LE SFIDE DA SOLO, SERVE COOPERAZIONE E SOLIDARIETÀ FRA I TERRITORI”

L’INTERVENTO DURANTE L’ASSEMBLEA DELLA CIA AL CASTELLO PASQUINI DI CASTIGLIONCELLO
Data:

24/02/2026

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  • Comunicato stampa
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Descrizione

Seconda assemblea elettiva provinciale della CIA Etruria (Confederazione Italiana Agricoltori, province di Livorno e Pisa), nella sala conferenze del Casello Pasquini di Castiglioncello. Erano presenti Riccardo Breda, imprenditore grossetano, presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, il professore Alessandro Volpi docente dell’Università di Pisa (storia contemporanea, storia del movimento operaio e sindacale, e storia sociale) e il consigliere regionale Alessandro Franchi. Fra gli interventi anche quello di Giacomo Cantini, assessore del Comune di Rosignano Marittimo con delega al settore agricolo, che ha portato alla platea anche il saluto dell’Amministrazione rosignanese. “La CIA è una grande casa comune degli agricoltori italiani - ha esordito Cantini rivolgendosi alla platea - con una storia lunga che parte da Federterra  e passando dall’alleanza dei contadini e da Federmezzadri della CGIL. Da questa valorosa storia oggi più che mai siete impegnati  nell’affrontare sfide importanti, siete chiamati non solo a produrre il cibo, ma anche a garantire sostenibilità ambientale, tutela del territorio e valorizzazione delle aree rurali per la sicurezza alimentare. La vostra missione va quindi ben oltre il campo.Tuttavia, non posso ignorare le difficoltà strutturali che ancora pesano sul settore. I costi, la volatilità dei mercati, la scarsità di ricambio generazionale per dare nuova linfa alle produzioni, e poi le conseguenze dei cambiamenti climatici che mettono in seria difficoltà le produzioni di molti territori e di conseguenza delle aziende agricole che in questi territori ci vivono e lavorano. È in questo contesto che CIA deve continuare a svolgere un ruolo forte di rappresentanza unitario e propositivo; deve essere la voce concreta di chi lavora la terra, e le istituzioni devono accogliere e farsi partecipi per creare condizioni favorevoli in varie azioni”.

Guardando al domani, l’assessore Cantini ha affermato che nessuno può affrontare da solo le sfide future. “Serve cooperazione e solidarietà tra i territori. L’adesione al Distretto Rurale e biologico della Val di Cecina è stata per l’Amministrazione comunale di Rosignano il primo passo per viaggiare insieme al mondo agricolo, avendo consapevolezza del ruolo politico e sociale. Poi c’è il progetto di valorizzazione di una Toscana diffusa che cammina per sostenere le aree rurali promuovendo un turismo sostenibile, le produzioni locali e soprattutto contrastando lo spopolamento attraverso collaborazioni tra enti di aree vaste. L’agricoltura - ha affermato Cantini nel suo intervento - non è un settore del passato. L’agricoltura è il cuore pulsante del nostro vivere. Dall’agricoltura e dallo stretto legame nel lungo periodo fra la città e la campagna deriva gran parte del patrimonio territoriale, culturale, ambientale produttivo e sociale. Senza l’agricoltura non si sarebbero potute sviluppare le connessioni fra mondo rurale e realtà urbanizzate. Ci aiuta su questa riflessione Pier Paolo Pasolini - ha proseguito l’assessore - che negli Scritti Corsari degli anni ’70 riflette sul passaggio dal mondo contadino alla società industriale, dichiarando che questo passaggio è stata una mutazione antropologica, descrivendo la trasformazione irreversibile dell’Italia in una società dei consumi. Se andiamo a vedere com’era il Paese del dopoguerra, alla metà del ’900, c’era ancora una società contadina. Poi c’è stato il grande cambiamento nell’arco di un quindicina d’anni, quando la vita si è concentrata sempre di più nelle città. In questo contesto la storia della campagna sembrava finita, destinata ad un declino inesorabile. Invece ci siamo accorti che il nostro mondo ha bisogno di recuperare la sua dimensione rurale. Si sta assistendo ad una generale rivalutazione delle località, della tipicità e delle produzioni all’insegna della qualità. Alimentando filiere corte, carte del cibo e biodistretti riusciamo a rivitalizzare e dare  valore ai nostri territori”.

Però in tutto questo c’è un aspetto che compete per prima di tutto alla politica e riguarda - ha aggiunto Cantini - il consumo di suolo. Ha così indicato che l’Amministrazione di Rosignano ha nei suoi programmi una rigenerazione urbana, valorizzando gli orti urbani. E un piano urbanistico che limita l’uso del cemento e riorganizza i beni pubblici, evitando nuove costruzioni. Insieme al compito della politica amministrativa c’è il problema dell’alterazione dei paesaggi che insidiano l’ambiente (basta guardare il caso di Niscemi, delle le coste siciliane o della Liguria, ma che toccano anche i nostri territori).

L’assessore Cantini, nella sua relazione, ha poi focalizzato l’attenzione su temi come quello della redditività delle aziende agricole “perché una agricoltura non remunerata non può essere ambientalmente sostenibile” . Ha parlato di valorizzazione della prodotti della terra, ottimizzando le filiere trasparenti, i marchi territoriali e una capacità comunicativa nel raccontare la qualità e la tradizione di lunghi anni di lavoro agricolo. E ha anche aperto una riflessione legata alla vicenda Unione Europea - Mercosur:  “I nostri prodotti non possono essere barattati con quelli del Sudamerica,  bensì dobbiamo batterci perché controlli serrati fissino regole e condizioni uguali per tutti, senza disconoscere la pena della devastazione ambientale che è prevedibile nei paesi dell’America Latina”.

L’assessore Cantini ha poi esaminato il tema dell’innovazione tecnologica “per rendere più efficiente e competitiva la produzione, una agricoltura 4.0 con energie rinnovabili nei processi aziendali, scongiurando però la malattia dell’agrivoltaico. Su questo argomento cogente delle energie rinnovabili non posso esimermi - ha affermato Cantini - dal menzionare il progetto eolico che è proposto da ATIS nel mare al largo delle coste della Toscana, nel mezzo del Santuario dei Cetacei, che dovrebbe produrre 864MW con 48 turbine galleggianti. Una produzione di energia certamente rinnovabile e utile per il lavoro, le produzioni e i cittadini. Ma c’è un  “ma” che ritengo valutare. Non possiamo non considerare, su questo scenario, l’impatto che un impianto di queste proporzioni genera nell’ambiente marino e terreste. Un impatto sui fondali per portare i cavi marini a Rosignano e quindi raggiungere il territorio di Castellina Marittima, frazione delle Badie, dove dovrebbe essere costruito un hub che consenta la diramazione dei cavi lungo la costa verso nord e verso sud passando dalla campagna, attraversando zone di grande pregio come quella dei cipressi del Carducci ed i vigneti di Bolgheri. Non dobbiamo essere preconcettualmente contrari alle rinnovabili, ma neppure silenti riguardo all’impatto ambientale".

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Ultimo aggiornamento: 24/02/2026 12:19

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