Descrizione
Nei giorni scorsi c’è stato un incontro fra l’Amministrazione comunale, i titolari degli stabilimenti balneari e delle loro associazioni per un confronto sulle modifiche al regolamento del demanio, delega affidata all’assessore Donato Nardone. Nel corso della riunione sono emersi, da parte dei balneari, vari suggerimenti e proposte, che in parte sono stati presi in considerazione. Altri, invece, saranno oggetto di approfondimenti da esaminare nel prossimo futuro. La nuova bozza di regolamento dovrà ora fare un passaggio nell’apposita Commissione per poi approdare in Consiglio comunale (a fine marzo) per l’approvazione.
Le modifiche proposte al Regolamento per la gestione del demanio marittimo sono mirate a una gestione più flessibile e sostenibile del litorale, con un focus particolare sulla tutela ambientale e sulla promozione delle attività sportive.
Già dal primo articolo, l’Amministrazione ha inteso sottolineare la crescente attenzione alle tematiche della tutela ambientale e dell’ecosistema marino, assumendo in tal senso un ruolo più attivo.
Ecco una sintesi delle principali novità introdotte:
• Riduzione della plastica: Viene esplicitamente promosso e incoraggiato l'uso di materiali biodegradabili al posto della plastica nelle aree demaniali (art. 1 c. 3).
• È stato introdotto l'obbligo di utilizzare materiali idonei all'ambiente marino che non creino residui dannosi in caso di deterioramento o danneggiamento accidentale. Questo vale per tutte le strutture ombreggianti e gli arredi (art. 18 c. 3).
• Protezione della biodiversità: In caso di nidificazione di specie protette (es. tartarughe marine, fratino etc.), sono previste misure rigorose: delimitazione dell'area, rimozione di arredi, pulizia esclusivamente manuale e limitazione di luci e rumori (art. 37 bis). È l'articolo più specifico per la tutela della biodiversità e prevede una sorta di protocollo di azione: In caso di rinvenimento di un nido, la zona deve essere immediatamente delimitata e gli arredi mobili rimossi, è obbligatorio schermare le luci notturne dirette e limitare le emissioni sonore che disturbano la nidificazione, nelle vicinanze del nido, la pulizia della spiaggia deve avvenire esclusivamente a mano, senza mezzi meccanici.
Queste azioni implementano le precedenti misure a tutela dell’ambiente marino quali, a titolo di esempio, la gestione della Posidonia Oceanica nel rispetto delle linee guida ISPRA (art. 43) e la tutela dei Sistemi Dunali (art. 37)
Per quanto riguarda la pratica sportiva e uso delle spiagge libere, viene introdotta una disciplina specifica per facilitare gli sport che non richiedono strutture fisse (art. 27bis): è l'articolo introdotto ex novo per consentire l'uso temporaneo e frazionato del demanio marittimo promuovendo la cultura sportiva, per quelle attività che non necessitano di strutture fisse (come yoga, fitness, ginnastica o propedeutica sportiva). Si rivolge a soggetti qualificati (ASD o Società Sportive affiliate a federazioni nazionali o enti di promozione sportiva. L'insegnamento deve essere impartito da personale abilitato), permettendo un "uso esclusivo" di una porzione di spiaggia senza però sottrarla permanentemente alla collettività (l'occupazione è consentita per un massimo di 6 ore al giorno, può essere delimitata solo in modo provvisorio e deve essere completamente ripristinata al termine della pratica). L'area occupata non può superare i 200 metri quadrati e non deve pregiudicare l'accessibilità degli arenili liberi limitrofi e l'articolo impone standard precisi per evitare che lo sport diventi fonte di disturbo o pericolo. Zero Impatto Ambientale: l'attività è vietata se interferisce con la nidificazione di specie protette e il richiedente è responsabile della pulizia dell'area.
In un certo senso l'art. 27bis trasforma la spiaggia in una "palestra a cielo aperto" temporanea, subordinando l'interesse dell'associazione al primario interesse pubblico della tutela ambientale e della fruizione collettiva del mare.
Questo articolo amplia così le possibilità dell’uso “sportivo” del mare già previsto dai precedenti articoli 25 e 27.
L’altro focus riguarda l'attività di noleggio di attrezzature balneari su aree libere, un settore delicato in cui il diritto all'esercizio di un'attività economica deve bilanciarsi con il diritto della collettività alla libera fruizione delle spiagge. Lo scopo primario dell'art. 38 è prevenire l'occupazione impropria o abusiva delle spiagge libere da parte dei noleggiatori, evitando il fenomeno del cosiddetto "pre-posizionamento", ovvero l'occupazione di tratti di spiaggia con ombrelloni e lettini prima ancora che arrivi il cliente, trasformando di fatto una spiaggia libera in uno stabilimento balneare abusivo. Le modifiche apportate introducono criteri più stringenti e una maggiore tutela per i tratti di costa più sensibili:
• Puntualizzazione sul servizio di salvataggio: la modifica specifica che la postazione di assistenza deve essere mantenuta per tutto il periodo di svolgimento dell'attività nei giorni di apertura. Viene inoltre introdotta la possibilità di aderire a un piano collettivo di salvataggio autorizzato dalla Capitaneria di Porto, offrendo una soluzione organizzativa più efficiente per i piccoli operatori
• Limitazioni geografiche e dimensionamento (Comma 6): questa è la modifica più incisiva. Per tutelare il decoro e l'accessibilità dei tratti di costa più piccoli, il noleggio è ora vietato negli ambiti FC1 e FC4 e, in generale, su tutti gli arenili con un fronte mare inferiore a 20 metri. L'obiettivo è evitare che in spiagge molto strette l'attività di noleggio saturi completamente lo spazio disponibile.
Restano fermi i requisiti fondamentali che caratterizzano il noleggio come servizio "on-demand".
Infine preme evidenziare le modifiche apportate che definiscono il perimetro d'azione del Comune di Rosignano Marittimo sulle aree demaniali libere.
Mentre gran parte del regolamento impone obblighi ai privati, gli articoli 18 (commi 4 e 5) e 42 (comma 5) attribuiscono all'Amministrazione una potestà d'intervento diretto volta a migliorare la funzione pubblica, sociale e ambientale delle spiagge. Si esplicita quindi che l'Amministrazione ha la facoltà di intervenire direttamente sulle aree libere per elevarne lo standard qualitativo, posizionando arredi e cartellonistica, attrezzature ludico-sportive, con l'obiettivo esplicito di migliorare la qualità degli spazi pubblici. Si evidenzia come il Comune assume un ruolo di "custode" dell'ecosistema costiero. In caso di necessità (come la nidificazione di specie protette o la presenza di flora rara), l'Amministrazione può delimitare porzioni di arenile per proteggere l'habitat naturale. Si sottolinea come, a garanzia dell'Inclusività, l'Amministrazione possa agire per abbattere le barriere architettoniche anche dove non vi sono concessioni private, facendosi carico di installare strutture (come pedane, camminamenti o ausili specifici) che facilitino l'accessibilità e la fruizione del mare da parte delle persone diversamente abili (p. 20).
Questi articoli indicano la volontà dell’amministrazione di evidenziare che il Comune è un attore proattivo che può investire risorse e mezzi sulle spiagge libere per garantire che rimangano spazi di alta qualità, sicuri e accessibili a tutti, senza dover attendere l'iniziativa dei privati.