Descrizione
Quella di lunedì 21 settembre è una giornata dedicata interamente alla pace, nel giorno in cui si celebra a livello internazionale. Il Comune di Rosignano Marittimo, da sempre in prima fila per portare avanti percorsi di pace, ha provveduto alla messa a dimora di un Albero della Pace (ne parliamo a seguire) nato dai semi delle piante sopravvissute alla tragedia di Hiroshima. Una cerimonia a metà mattinata a cui è seguita una conferenza stampa aperta anche alla cittadinanza nella quale è stata presentata la 4^ Marcia Mondiale per la Pace e per la NonViolenza che si terrà a inizio ottobre a Cecina ansime ad altre iniziative nei nostri territori.
Nell’auditorium di piazza del Mercato dove si è tenuto l’incontro, erano presenti sindaci e rappresentati dei Comuni della Val di Cecina che fanno parte del Tavolo della Pace. Con due ospiti di eccezione: il sindaco di Capaci Pietro Puccio e Simonetta Gola di Emergency. Il Comune di Capaci è promotore della campagna “Io obietto la guerra” ed Emergency promuove una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra e al riarmo, L’obiettivo di questa proposta è quello di poter garantire a tutti i cittadini e le cittadine - cime ha ben spiegato Simonetta Gola - la possibilità di rifiutarsi a prestare il proprio corpo, lavoro e consenso alla guerra e al riarmo. Tutto questo a fronte di un possibile ritorno del servizio militare (la leva, va ricordato, è sospesa dal 2005, ma non è stata cancellata, mentre la vecchia legge sull’obiezione di coscienza è stata abrogata). Quindi obiezione per non dover partecipar alla produzione, al commercio, alla movimentazione di armi e strumenti destinati alle guerre in corso e a quelle future.
In apertura dell’incontro a prendere la parola è stato il sindaco del Comune di Rosignano Marittimo, Claudio Marabotti, che ha aperto un focus sulle guerre di oggi, su quello che potrà accadere in futuro e sulla geopolitica. È partito dagli anni Ottanta, quando c’era ancora la guerra fredda, quando la paura era la guerra nucleare. Sting scriveva nel testo di una canzone che “ciò che può salvarci me e voi, è se anche i russi amano i loro bambini”. L’anno era il 1985, c’era ancora l’Urss, ma stavano per cadere il Muro di Berlino e la Cortina di ferro. Marabotti ha quindi proceduto a esaminare quello che sta accadendo oggi nel mondo: le guerre, il riarmo, gli obiettivi bellicisti, i bombardamenti… Un focus preoccupante anche perché sembrava “che il nostro mondo fosse eterno” (ottanta’anni di pace dopo due guerre mondiali), mentre ora quel mondo non c’è più. Ha citato, il sindaco Marabotti, ciò che l’ambasciatore Massolo, nel corso di una conversazione dopo aver ricevuto il Premio Spadolini, che ogni anno si celebra a Castiglioncello, gli ha detto: “Alla mia domanda del perché sta succedendo quello che oggi è sotto gli occhi di tutti - ha spiegato il sindaco - l’ambasciatore Massolo mi ha risposto: noi stiamo uscendo da un mondo, ma non sappiamo dove stiamo andando”.
Ecco perché, ha proseguito il sindaco, “bisogna cominciare a dire no. No a spendere nelle armi, quindi no al riarmo, no a sacrificare la spesa sociale…”. Il solo scopo di spendere il 5% sembra essere quello di volerci far avvicinare alla guerra. “Credo che dobbiamo essere coscienti del pericolo che stiamo correndo - ha aggiunto - Dobbiamo dire no alle armi e alla guerra, e sì alla pace”. E bisogna farlo alla svelta, non sappiamo quando tempo abbiamo ancora a disposizione.
Dopo Marabotti e Gola, ha preso la parola il sindaco di Capaci Pietro Puccio: “Lei mi chiede cosa vuol dire essere sindaco a Capaci. Io rispondo che è una cosa bellissima. Impegnativa, perché noi abbiamo prima di tutto l’obbligo di riscattare il tragico attentato a Giovanni Falcone, alla moglie e alla scorta. Dobbiamo riscattare una ferita e l’immagine collettiva di paese di mafia. Noi siamo impegnati giornalmente a combattere la mafia, senza armarci, senza violenza, ma alimentando la cultura del confronto. Un metodo che va seguito anche quando si parla di guerra, di riarmo. Sull’onda di quello che sta accadendo oggi nel mondo e con la volontà di affermare sempre di più certi principi, ci siamo chiesti: cosa possiamo fare per combattere il tentativo di assuefazione alla guerra? Noi sindaci siamo obbligati a inviare ogni anno al Ministero le liste di leva, il primo compito è quindi informare ragazzi, famiglie, su questo rischio e pericolo che abbiamo sulla testa. Abbiamo organizzato a Capaci - spiega il sindaco Puccio - una bellissima assemblea che ha avuto una grande partecipazione, a cui è seguito un atto della Giunta che ha come indirizzo quello di accogliere domande dei ragazzi riguardo alla loro pre-obiezione. E’ un segnale forte dal punto di vista politico. Il ministero della Difesa non esclude questa possibilità, ma ad un collega del Lazio che poneva il quesito ha risposto che nel foglio elettronico della leva non c’è spazio per l’annotazione. Uno scoglio facilmente superabile, allegando all’elenco dei ragazzi di leva anche una pagina con la pre-obiezione che deve essere dichiarata al Comune.Questa battaglia è fondamentale, perché la pace è un valore assoluto. Non esistono i se o i ma”.
Proseguendo il suo intervento dil sindaco di Capaci ha aggiunto: “Sulla Costituzione noi sindaci abbiamo giurato, facciamo così partire da noi la voglia di rispettare la Costituzione, A livello nazionale la campagna R1PUD1A lanciata da Emergency ci dà una grande spinta. Vi hanno aderito un migliaio di Comuni, dobbiamo far sì che il numero cresca e che ci sia anche la disponibilità di segnalare le pre-obiezioni. In questi giorni stiamo girando la Toscana. Lajatico, Capraia, Montelupo, Capannoli, ora Rosignano… abbiamo trovato entusiasmo da parte dei sindaci e auspichiamo che una delibera come la nostra venga adottata da tutti. Sviluppando anche una contro-informazione riguardo a quella bellicistica che oggi sembra essere prevalente”.
Si sono poi susseguiti, con il consigliere comunale Stefano Montagnani a fare da moderatore, gli interventi di sindaci e assessori della Val di Cecina, rappresentanti del Tavolo della Pace e altre associazioni.
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L’ALBERO DELLA PACE ARRIVATO DA HIROSHIMA.LA CERIMONIA A SOLVAY
L’alberello ha avuto un periodo di acclimatazione prima della messa a dimora. E nella mattinata del 21 settembre 2026, Giornata internazionale della Pace, tanti cittadini sono arrivati nel Parco della Pace di Rosignano Solvay, situato nell’area del Centro Culturale Le Creste - Piazza del Mercato, proprio dietro all’Ufficio Postale, dove è stato messo a dimora. Erano presenti l’assessora Susanna Masoni, che ha seguito tutto il percorso di quello che è diventato l’Albero della Pace di Rosignano. “Questo albero - ha sottolineato l’assessora Masoni, presenti il sindaco Claudio Marabotti e il sindaco di Capaci Pietro Puccio (che ha partecipato al Tavolo della Pace svoltosi nell’auditorium di Piazza del Mercato) - si lega a una storia di speranza”. Bisogna andare indietro nel tempo, al 6 agosto 1945 quando la bomba atomica sganciata dagli americani su Hiroshima uccise un terzo dei cittadini della città giapponese, lasciando temere la totale sterilità del suolo per decenni. Ma dalle macerie attorno al cratere provocato dall’esplosione atomica alcune piante riuscirono a sopravvivere e da esse sono scaturite nuove piantine, diventate un simbolo di rinascita e di speranza.
La piccola pianta di bagolaro era arrivata a destinazione, con la consegna da parte di Tiziana Volta Cormio dell’associazione Mondo senza Guerre e senza Violenza a Susanna Masoni, assessora al bilancio e al verde pubblico del Comune di Rosignano Marittimo. Questo Albero della Pace è monito contro le guerre nucleari e, come già detto, un simbolo di rinascita e di speranza. Questo piccolo bagolaro è un Hibaku jumoku, parola giapponese composta da hibaku (被爆), ovvero “bombardato, esposto a radiazione nucleare”, e jumoku (樹木), che significa “albero” o “bosco”. È nato dai semi derivanti dai 160 alberi che sopravvissero entro due chilometri dall’ipocentro dell’esplosione e cominciarono nuovamente a germogliare: oggi sono registrati come Hibaku jumoku. Ispirata da questi simboli, nel 2011 è nata la Green Legacy Hiroshima (GLH), sostenuta dall'Ufficio UNITAR di Hiroshima, da ANT-Hiroshima e accreditata dall'UNESCO. In Italia la raccolta dei semi è coordinata da PEFC Italia, in accordo con l'Associazione Mondo senza Guerre e senza Violenza e l'Università di Perugia. Gli speciali Alberi della Pace che nascono da quelle piante sopravvissute all’atomica, “vengono affidati ogni anno dopo un'attenta selezione - sottolinea Masoni - ricordando da un lato il pericolo delle armi di distruzione di massa e dall'altro la sacralità della vita e della Natura, dimostrando che la pace va coltivata giorno dopo giorno”.
La piantumazione dell’Albero della Pace, presenti anche il vicesindaco Mario Settino, gli assessori Giacomo Cantini e Donato Nardone, e Stefano Montagnani, capogruppo in Consiglio comunale di Rosignano del Cuore e attivista del Tavolo della Pace, è stata effettuata da alcuni operai comunali nell’aiuola centrale nei pressi del gazebo del Parco. Nei pressi dove è stata messa a dimora la pianta di Bagolaro, che sarà protetta per permettere la sua crescita. è stata apposta una targa che racconta la storia de degli Hibaku jumoku . Sulla targa sono presenti i simboli del Comune di Rosignano Marittimo e di tutte le associazioni che portano avanti un percorso di pace.