ALBERTO TRENTINI, L’OPERATORE UMANITARIO ARRESTATO IN VENEZUELA RINGRAZIA I SINDACI E I COMUNI (COMPRESO QUELLO DI ROSIGNANO) CHE SONO INTERVENUTI A SOSTEGNO DELLA SUA LIBERAZIONE

“GRAZIE PER NON AVER PERMESSO CHE IL SILENZIO AVESSE LA MEGLIO”. ERA RIMASTO IN CELLA PER 14 MESI
Data:

29/04/2026

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Alberto Trentini, classe 1979, nato a Venezia e laureato in storia moderna e contemporanea a Ca’ Foscari, dal 15 novembre del 2024 al 12 gennaio 2026 è stato detenuto in Argentina. Operatore umanitario, era stato fermato e poi arrestato nel novembre 2024 mentre lavorava per l'organizzazione non governativa Humanity & Inclusion. L’arresto era avvenuto mentre stava viaggiando da Caracas a Guasdualito. Soltanto due mesi dopo le autorità venezuelane avevano confermato la detenzione del cittadino italiano, che è stato poi scarcerato il 12 gennaio 2026. Sono stati mesi lunghissimi, senza che lui potesse avere contatti con l’esterno e tantomeno con i familiari che risiedono, come lui, al Lido di Venezia. La liberazione è avvenuta a distanza di pochi giorni dall’operazione militare Usa “Absoute Resolve” - avvenuta il 3 gennaio 2026 - per la cattura del presidente dittatore Maduro e contro il narcotraffico secondo quanto sostenuto dall’amministrazione Trump. In quei giorni numerosi i prigionieri “politici” sono stati liberati dal governo di Delcy Eloína Rodríguez Gómez nominata presidente ad interim dal 5 gennaio 2026. 

Con il passare dei mesi e per tutto il 2025, al di là degli interventi a livello di ministero degli Esteri, in Italia si sono svolte numerose iniziative, dalla raccolta di firme a flash mob, c’è stata la presenza di Articolo 21 e del giornalista Beppe Giulietti, e sono stati coinvolti migliaia di cittadini italiani che hanno cominciato a chiedere la liberazione di Trentini. In molti Comuni sono stati appesi striscioni con la scritta “Alberto Trentini libero”, fino all’esito positivo della vicenda, dopo una detenzione di 14 mesi.

Attraverso Articolo 21 Alberto Trentini ha ora voluto rendere pubblico il suo “più profondo e commosso ringraziamento ai sindaci e alle Amministrazioni comunali protagoniste di iniziative a sostegno della sua liberazione”.

“Durante i duri giorni della mia prigionia in Venezuela, purtroppo, non mi era permesso avere notizie di quanto accadeva fuori e non ero a conoscenza della straordinaria mobilitazione che si stava svolgendo in Italia, in mio favore. Solo pochi mesi fa, riacquistata la libertà, ho potuto scoprire con immenso stupore e commozione quanto avete fatto per me - scrive Trentini - Sapere che, mentre io vivevo l'isolamento del carcere, intere comunità si sono unite per far sentire la propria voce, chiedendo giustizia e dignità per la mia persona, è per me fonte di una gratitudine inesprimibile. La sensibilità da voi dimostrata e l'impegno profuso nelle vostre iniziative non sono stati solo atti formali, ma una testimonianza tangibile di civiltà. L’Italia si è confermata ancora una volta un presidio fondamentale di partecipazione democratica e umana. Grazie per non aver permesso che il silenzio avesse la meglio e per aver mantenuto viva l'attenzione sulla mia vicenda quando io non potevo farlo. Con profonda stima e riconoscenza”.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 29/04/2026 09:44

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