DAVID BOWIE, LA DANZA E LOUISE LECAVALIER CHE NEGLI ANNI OTTATA HA INCARNATO UNA FISICITÀ RADICALE, PUNK E TRASGRESSIVA. GIOVEDì 29 OTTOBRE DOPPIO APPUNTAMENTO AL TEATRO SOLVAY

IL PROGETTO RACCONTATO DA ANGELA FUMAROLA, DIRETTRICE ARTISTICA DI FONDAZIONE ARMUNIA
Data:

27/10/2026

© IGNOTO - Licenza sconosciuta

Descrizione

La programmazione di Astral Bodies, il progetto promosso da Fondazione Armunia, è ormai entrata nel vivo. Giovedì 29 ottobre, al Teatro Solvay, con un incontro (ore 19.30) con Rossella Battisti che introdurrà il lavoro della coreografa Louise Lecavalier, e la sua influenza nell’immaginario degli anni Ottanta. Alle 21.45 seguirà lo spettacolo (presentato da Die For Glorieux) “Danses Vagabonde” di e con Lecavalier. Mercoledì 4 novembre, infine, alle ore 21.15, ancora al Teatro Solvay, Collettivo Cinetico presenta “Abracadabra”, di e con Francesca Pennini, live sketching Michele Penco.

Ecco a seguire un approfondimento dei temi di Astral Body: ne abbiamo parlato don la direttrice artistica Angela Fumarola.

Astral Bodies è ormai entrato nel vivo della programmazione. Lecavalier è uno degli eventi più importanti di questa programmazione. Perché è stato scelto questo spettacolo e perché Lecavalier è da considerarsi una delle persone più influenti degli anni Ottanta? 

“In questo progetto che indaga il rapporto tra David Bowie e la danza, Louise Lecavalier rappresenta un elemento imprescindibile. Figura principale dei La La La Human Steps, compagnia canadese diretta da Édouard Lock, Lecavalier ha incarnato negli anni Ottanta una fisicità radicale, punk, trasgressiva, tanto capace di scardinare i codici tradizionali del movimento che David Bowie la volle al suo fianco in numerosi concerti”. In “Danses Vagabondes”, dopo oltre trent’anni, Lecavalier mantiene la stessa tensione scenica, e l’uso dello spazio diventa una scrittura che si espande. Rossella Battisti introdurrà la figura di Louise Lecavalier, accompagnando il pubblico alla scoperta del suo percorso artistico. È un onore per Armunia e per me averla ospite al Teatro Solvay, grazie al Progetto Speciale dedicato a David Bowie, selezionato dal MiC.

David Bowie è protagonista al Castello Pasquini. Come nasce questo progetto?

“La scomparsa di David Bowie, a dieci anni di distanza, mi ha spinto a indagare la sua figura non tanto per ripercorrerne la storia, quanto per interrogare la forza generativa della sua ricerca. Mi interessava seguire le tracce per capire quanto il teatro avesse informato le sue scelte artistiche e quale eredità avesse lasciato oggi. Un passaggio decisivo è stato indagare il legame con Lindsay Kemp: il loro incontro nel 1967 e la relazione artistica che contribuì a formare l’immaginario scenico di Bowie. C’è poi un’altra motivazione: Lindsay Kemp ha abitato artisticamente il Castello Pasquini dalla fine degli anni Ottanta fino al 2016. Mi è sembrato importante riattivare questa memoria, ancora capace di produrre nuove visioni. Da questa intuizione si è sviluppato un percorso che attraversa linguaggi e generazioni: oltre a Louise Lecavalier con “Danses Vagabondes”, ci sarà Francesca Pennini con “Abracadabra”, che tocca un altro elemento del mondo di Bowie, quello del confine tra presenza e assenza, e Nicola Galli con “Diluvium – Astral Body”, che apre alla dimensione della trasformazione. Poiché mi interessava che il pubblico potesse esplorare la complessità di David Bowie da diverse prospettive, in programma ci sono anche i suoi film: L’uomo che cadde sulla Terra e Furyo, con Ryūichi Sakamoto e Takeshi Kitano. La mostra Il Castello del Duca nasce invece dal desiderio di rendere visibile la relazione fra Kemp e Bowie attraverso l’intervento di Daniela Maccari, i costumi, le immagini e i disegni, mettendo in dialogo materiali legati alla loro storia con lo sguardo di una nuova generazione di disegnatori e disegnatrici. La mostra non sarà quindi un elemento decorativo del programma, ma un’altra soglia da attraversare. Infine, ho voluto che questa ricerca avesse anche dei momenti laboratoriali, con Transformation Lab e Sartoria Stardust, che porteranno la metamorfosi nella pratica, coinvolgendo direttamente le persone nella costruzione di un alter ego e di un costume”.

In questo periodo c'è fermento sul palcoscenico di Armunia. Anche per le Veglie Macabre un evento che ha incontrato il favore del pubblico. In che modo l'edizione di quest'anno si "lega"  ad Astral Bodies? E quali novità presenta?

“Le Veglie Macabre e Astral Bodies dialogano soprattutto per temi comuni: corpo, identità, metamorfosi e la capacità dell’arte di generare nuovi immaginari. La novità di quest’anno è la sospensione tra gotico e rock, con incontri, spettacoli e momenti partecipativi che coinvolgono il pubblico. Il 5 novembre Luca Scarlini incontra il pubblico con la conferenza L’oro viene dalle tenebre: l’anima gotica del glam rock, un incontro che esplora le connessioni tra l’immaginario gotico e la cultura rock al quale seguirà Antropolaroid di Tindaro Granata. Il 6 novembre, sara la volta di A di Claudia Marsicano, una proposta performativa che porta il pubblico a confrontarsi con le zone più ambigue e perturbanti dell’esperienza umana. Il 7 novembre Diluvium – Astral Body di Nicola Galli,  con Chiara Ameglio, Rafael Candela e Nicola Galli,  nel paesaggio sonoro dal vivo di ALOS. Il Castello, con la sua architettura e i suoi spazi, si trasforma  nel Castello del Duca un luogo  spettrale, una soglia tra realtà e immaginazione, dove Il gotico, il rock, il perturbante e la metamorfosi diventano l’eco dell’immaginario bowiano”.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 27/10/2026 11:10

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