Descrizione
Grandissima partecipazione per la presenza di Anna For a Rosignano Solvay dove nel pomeriggio di giovedì 5 novembre 2026 ha presentato il suo ultimo libr “Mai più” (Ed. Laterza), nell’ambito dell’incontro promosso dall’ANPI di Rosignano con il patrocinio del Comune. L’appuntamento era in Piazza del Mercato dove la platea dell’auditorio è stata subito al completo. Il tema era “ Mai più. Dalla Memoria della Shoah alla guerra a Gaza”: questo il titolo del saggio presentato da Anna Foa, storica e docente emerita di Storia moderna all’Università La Sapienza di Roma. Un libro che riflette sul significato dell'espressione "mai più", sull'antisemitismo, sulla violenza contro i civili e sui conflitti attuali.
La storica, da sempre impegnata sul fronte della memoria, della didattica della storia e della sensibilizzazione delle giovani generazioni, ha rimarcato nell’iniziativa del genocidio che viene perpetrato verso il popolo Palestinese.
All’iniziativa sono intervenuti il sindaco Claudio Marabotti e Giacomo Luppichini dell’ANPI, Lo storico Enrico Mannari ha posto una serie di domande e moderato l’evento. E molte domande sono state avanzate anche dal pubblico.
La scheda del libro. “Dopo il grande successo di “Il suicidio di Israele” (Premio Strega Saggistica 2025), Anna Foa ha sentito l’urgenza di rispondere a queste domande, con la consapevolezza che quello che abbiamo vissuto in questi ultimi due anni mette a rischio il patrimonio di valori che abbiamo costruito attorno alla memoria della Shoah e per rivendicare, oggi più che mai, un ‘Mai più’ che valga per tutte le donne e gli uomini. A prescindere da ogni credo e identità.
Mai più. Mai più la Shoah, mai più i campi di sterminio, mai più antisemitismo. Così si è detto. Ma a chi è riferito quel ‘mai più’? Mai più per gli ebrei o mai più a ogni altro genocidio, dopo quello estremo che ci deve fare da monito, chiunque ne possa essere vittima? E perché allora Gaza? E perché è una scelta controversa definire genocidio lo sterminio di Gaza? Usare questa definizione vuol dire sminuire l’unicità di quello ebraico o fare un paragone empio tra Stato di Israele e Germania nazista? Chiunque usi il termine genocidio per la Palestina è, anche inconsapevolmente, un antisemita? Proprio la parola antisemitismo è oggi sulla bocca di tutti: da una parte, la presenza nel dibattito pubblico di stereotipi antisemiti; dall’altra, il governo di Israele e i suoi sostenitori che definiscono antisemita chiunque critichi la sua politica, dall’ONU a quei Paesi dell’Unione Europea che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Ma allora cos’è l’antisemitismo, chi sono gli antisemiti? Quali sono le differenze con l’antisionismo? E ancora, se l’antisemitismo è dappertutto, come distinguerlo, come opporvisi?”.