MARTEDì 10 MARZO 2026: È NATO “MARINE D’ITALIA”, NUOVO NETWORK NAZIONALE CHE SI PRESENTA A SUPPORTO DELLE AGGREGAZIONI REGIONALI DELLA PORTUALITÀ TURISTICA

LA PRESENTAZIONE AL MARINA CALA DE’ MEDICI. IL SINDACO MARABOTTI: “LAVORIAMO ANCHE PER ATTUARE L’INTEGRAZIONE FRA STRUTTURA TURISTICA E AREA URBANIZZATA”
Data:

10/03/2026

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È nato oggi  martedì 10 marzo 2026 a Rosignano Solvay, al Marina Cala de’ Medici, il network nazionale Marine d’Italia, una piattaforma per supportare e connettere le aggregazioni regionali della portuali turistica. Un modo per portare all’estero l’offerta complessiva di posti barca e servizi, per attirare il turismo delle grandi barche di cui la Toscana, per quanto riguarda la costruzione, detiene vari primati sul fronte degli scafi da 30 metri in avanti.

A introdurre la presentazione di questo innovativo progetto - che ha il suo embrione nel Consorzio Marine della Toscana - è stato Matteo Italo Ratti, presidente del Consorzio e amministratore delegato del porto rosignanese che ha lasciato poi il microfono a Claudio Marabotti, sindaco di Rosignano Marittimo. Un intervento, quello di Marabotti, che ha puntato sul concetto di unire il porto al luogo dove è stato realizzato, in questo caso la frazione Solvay. Un porto che, alcuni decenni fa, fu oggetto di polemiche e contestazioni della cittadinanza riguardo alla scelta del luogo (l’area delimitata da quella che era un tempo la scogliera lungo viale Trieste, tra Solvay e Caletta) e alla costruzione. “Se fossi stato sindaco allora, le banchine non ci sarebbero state - ha detto Marabotti - ma bisogna anche essere realisti. Esiste un principio di realtà e quindi un principio di integrazione da attuare fra struttura portuale turistica e area urbanizzata. Un principio che deve avere valore ed essere perseguito anche in relazione alla costituenda piattaforma”.

Marine d’Italia - è stato ripetuto più volte da Pietro Angelini direttore di Navigo (soggetto che aggrega circa 200 aziende) e direttore generale del Consorzio Marine della Toscana - “non è un’associazione né un nuovo soggetto di rappresentanza”. È invece, ha precisato e ripetuto, così come ha fatto Ratti nelle conclusioni, “una piattaforma di servizi che opera a supporto degli aggregati regionali – esistenti o in fase di costituzione – con l’obiettivo di rafforzarne la capacità operativa, commerciale e organizzativa”. Il progetto, infatti, nasce dalla consapevolezza che il futuro della portualità turistica italiana passa attraverso modelli di cooperazione strutturata su base territoriale, capaci però di dialogare all’interno di un sistema nazionale coordinato.

Marine d’Italia, quindi, si propone come “strumento abilitante” per integrare sistemi di prenotazione e servizi tra le diverse realtà regionali, potenziare l’organizzazione di eventi condivisi, sviluppare iniziative comuni di promozione, attivare acquisti aggregati e ottimizzazione dei costi e favorire standard operativi coerenti tra reti territoriali. La piattaforma - è stato detto - non sostituisce le identità locali né centralizza le decisioni, ma mette a disposizione “strumenti comuni per rafforzare ciò che esiste e accompagnare la nascita di nuovi aggregati regionali”. Quindi l’obiettivo è riuscire a creare un sistema coordinato capace di generare maggiore efficienza, economie di scala e capacità di competere sui mercati internazionali, mantenendo forte il radicamento territoriale delle singole marine. Di conseguenza si presenta come uno strumento concreto per mettere in rete le energie territoriali e trasformarle in sistema.

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 10/03/2026 13:24

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