Descrizione
Pietro Leopoldo protagonista nelle sale storiche al piano terra della ex Fattoria Arcivescovile di via del Castello a Rosignano Marittimo, dove ha sede il Comune. Venerdì 21 novembre viene infatti inaugurata una mostra documentaria a cui seguirà un importante convegno al quale parteciperanno docenti universitari e ricercatori. La mostra resterà aperta fino al 31 dicembre (orari: lunedì, mercoledì, venerdì dalle 8.30 alle 13, martedì e giovedì dalle 8.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 17.30 - ingresso gratuito). La mostra (titolo specifico “Vivere Rosignano ai tempi di Pietro Leopoldo”) sarà inaugurata alle ore 11.30 mentre il convegno - “Pietro Leopoldo “per la pubblica felicità” delle comunità” - prenderà il via alle ore 14.30. Il doppio evento è promosso dal Comune di Rosignano con il suo Museo Civico Archeologico ”Palazzo Bombardieri”, Musei e Parchi partecipativi della Toscana, Fondazione Aglaia, Microstoria e Amici di Marco, con il contributo della Regione Toscana.
La mostra dedicata al granduca è il frutto di una ricerca da parte dello storico Marco Paperini e della direttrice del Museo Civico, Caterina Megale, che ha supportato il progetto. Ricerche specifiche sono state effettuate negli Archivi di Stato di Livorno, Pisa e Firenze, ma anche in quello del Comune di Rosignano Marittimo, senza tralasciare l’Archivio di Praga. La mostra sarà composta da grandi pannelli (in italiano e in inglese) che illustrano il percorso - attraverso le carte - di Pietro Leopoldo.
Nato a Vienna nel maggio del 1747, Pietro Leopoldo d’Asburgo - Lorena diventò granduca di Toscana nel 1765 e regnò fino al 1790. In un arco di tempo di 25 anni attuò vaste riforme amministrative, giuridiche e fiscali che influenzarono profondamente il territorio toscano. Queste riforme sono ancora leggibili nel paesaggio - si legge nell’introduzione alla giornata del 21 novembre - Oltre alla ridefinizione della Comunità di Rosignano (1776), ci furono la Legge sulle "manomorte" e l’allivellazione dei terreni che portarono alla suddivisione dei latifondi e alla nascita di località come Vada e Nibbiaia.
Un focus sulla riforma catastale e il progetto granducale (1763–1820)
La necessità di un rifacimento del catasto in Toscana fu sollevata nel 1763, in linea con il dibattito che stava interessando l'Europa. Con l'ascesa al trono del Granduca Pietro Leopoldo nel 1765, la questione fu collegata alla grande riforma istituzionale delle comunità locali. Con la riforma, infatti, solo i possessori di beni potevano far parte delle magistrature locali, con cariche il cui prestigio e potere era dovuto al patrimonio accertato. Accanto ai maggiori diritti, i proprietari terrieri avrebbero dovuto assumere anche maggiori doveri nella gestione politica e finanziaria delle comunità, e nella copertura degli oneri fiscali, attraverso l'eliminazione di esenzione o privilegi passati. Il catasto fu completato da Leopoldo II negli anni '20 dell'Ottocento (il cosiddetto Catasto Ferdinandeo Leopoldino), e divenne lo strumento fiscale fondamentale dello Stato.
Il catasto di Rosignano (1788-1796): un caso di studio
La Comunità di Rosignano, assieme al popolo di Castelnuovo, fu tra le prime ad aderire in via sperimentale alla riforma. Il nuovo catasto fu ordinato nel 1788 per sostituire l’ormai obsoleto Estimo Generale Pisano del 1622.
A Rosignano dunque la rilevazione fu condotta tra il 1788 e il 1795 dall'agrimensore Giovacchino Rossini. Il catasto entrò in vigore nel 1796, ma scatenò immediatamente polemiche e ricorsi. Per ordine granducale, la sua validità fu sospesa, lasciando legalmente valido solo il planetario (la parte cartografica) come strumento di riferimento per gli atti di compravendita dei beni (volture). Nonostante i tentativi di correzione, affidati all'ingegnere Giovanni Andreini, i proprietari continuarono a utilizzare il vecchio estimo fino all'arrivo del Catasto Ferdinandeo Leopoldino.
A Castelnuovo della Misericordia il catasto fu realizzato contemporaneamente dall'ingegnere Giovanni Andreini, con le stesse caratteristiche.
La documentazione cartografica
Il Catasto di Rosignano, conservato presso l'Archivio di Stato di Livorno, era in origine composto da 33 figure acquerellate di grandi dimensioni (22 per Castelnuovo), raffiguranti le proprietà terriere. Queste mappe, oggi purtroppo danneggiate e incomplete, erano disegnate in dettaglio e riportavano l'indicazione dei proprietari, delle dimensioni (espresse in stiore con i sottomultipli) e delle tipologie messe a coltura. Ogni mappa presentava un orientamento indipendente, segnalato dalla rosa dei venti. Questi documenti, pur nati in un contesto di forte contestazione, rimangono una testimonianza fondamentale della topografia e della struttura agraria del territorio costiero alla fine del Settecento.
Programma del 21 novembre 2025
Ore 11.30, inaugurazione della mostra “Vivere Rosignano ai tempi di Pietro Leopoldo” con la presenza del sindaco Claudio Marabotti
Ore 14.30, convegno “Pietro Leopoldo “per la pubblica felicità” delle comunità.
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Info / Museo Civico Archeologico “Palazzo Bombardieri” presso il Castello di Rosignano Marittimo. Tel. 0586 724288