Descrizione
È la fontina più antica nell’area di Rosignano Solvay e si trova vicino a quello che è il Centro commerciale Coop. E’ quasi “nascosta” in quella che è una zona fresca, vicina al mare. Dal tubosgorga ancora acqua sorgiva. È chiamata la “Fontina di Caletta” ed è posizionata fra il secolare bosco di lecci attiguo alla villa che intorno agli anni Ottanta dell’Ottocento venne fatta costruire dall’avvocato Luigi Berti Mantellassi e il Botro Crepatura. Oggi, quella fontina, è tornata a nuovo splendore grazie ad una attenta ripulitura effettuata nelle ultime settimane da Roberto Branchetti e dal Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese che ha sede presso il Museo di Storia naturale del Mediterraneo di via Roma a Livorno. insieme anche a Riccardo Rosini e Barbara Sandri. Un intervento patrocinato dal Comune di Rosignano Marittimo grazie anche all’assessore Giacomo Cantini.
La fontina, quindi, risale proprio al periodo in cui fu realizzata la Villa ed era utilizzata da chi abitava nella zona, dove non esisteva acquedotto e il centro urbano di Rosignano Solvay aveva ancora da venire, risalendo la sua “nascita” agli anni Dieci del Novecento, quando fu costruito lo stabilimento chimico.
Questa fontina - dal punto di vista storico - è ricordata anche da Sirio Saggini in “Cronache di Maremma” a fine Ottocento nel capitolo dedicato a “Il barroccio della Masona.
“Muoveva nel primo pomeriggio dal Molino a vento dove teneva la stalla, per portarci a Castiglioncello, più precisamente a Caletta, sulla spiaggia di Crepatura. Qui ci sono due piccole rade con due spiaggette renose proprio sotto la Vlla Berti, dove c’è la celebre fontina d’acqua freschissima”.
Negli anni Venti del Novecento, per pubblica utilità, la fonte - si legge in uno dei cartelli posizionati già da tempo dall’Amministrazione comunale per raccontare la storia del territorio - fu donata dalla famiglia Berti Mantellassi al Comune di Rosignano Marittimo: “da essa, infatti, attingevano l’acqua sia gli abitanti delle ville poste in Caletta Bassa (affacciate su via Trieste) sia quelli delle ville di Caletta Alta (ubicate a nord del Botro Crepatura”.
“Nel 2016 facemmo già una prima pulizia della fontina con Barbara Sandri - racconta il professore Roberto Branchetti, profondo conoscitore del nostro territorio - Una seconda fu effettuata nel 2023 e ora c’è stato questo nuovo intervento sul manufatto”. In principio la fonte era dotata di tre vasche, ma due sono state chiuse in passato. Resta adesso quella che è stata sottoposta all’intervento di pulizia che ha interessato lo spazio circostante e quindi gli accumuli di sporco, a partire dalle foglie, che interessavano direttamente la vasca ancora munita di tubo dal quale sgorga un filo d’acqua. “Quello effettuato è stato fondamentalmente un lavoro di pulizia” ha concluso Branchetti. Comunque lavoro importante per “salvare” questo manufatto che ha dissetato dalla metà dell’Ottocento in poi tutti coloro che abitavano nella zona.
Durante gli interventi, fra l’altro, i volontari hanno salvato un grosso rospo che si era nascosto accanto alla fonte, all’interno della quale è stato invece trovato un granchio di acqua dolce.